Traditional italian Palio horse race parade in Siena
, Palio di Siena - di Travel Blogger MyItaly

Palio di Siena, lo spettacolo medievale più atteso della Toscana

Il Palio di Siena è molto di più che una corsa di cavalli. Due volte l’anno i quartieri (contrade) della città si preparano a una delle sfide più conosciute e difficili d’Europa, piena di passione e animosità profondamente radicata. Cavalli senza sella e costumi medievali, sbandieratori e tamburi, antichi rituali e le emozioni sfrenate di migliaia di spettatori da tutto il mondo caratterizzano il Palio.

Siena_800x600

Si racconta di una prestigiosa corsa nel centro di Siena già nel XII secolo, quando in occorrenza della commemorazione per la Madonna dell’Assunta si correva il Palio di San Bonifazio, che si svolgeva fuori dalle mura della città ed era accessibile solo ai nobili. La prima e vera edizione del Palio di Siena avvenne nel 1644.

palio-711295_960_720

Il Palio si corre il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano e il 16 agosto in onore della Madonna Assunta. Siena e la grandiosa Piazza del Campo si trasforma in un’arena da competizione dove le emozioni sono bollenti; il Palio è una cosa seria! Un corteo storico e la corsa dei cavalli sono il culmine di un’intera serie di tradizioni che fanno del Palio di Siena un evento riconosciuto in tutto il mondo.

Contrade e regole base

I preparativi iniziano con l’estrazione delle contrade partecipanti, ma a causa dello spazio limitato in Piazza del Campo, solo 10 delle 17 contrade (Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone (Montone) possono aderire alla gara. Partecipano le contrade che non erano presenti l’anno prima, il vincitore dell’ultimo Palio più due quartieri sorteggiati.

races-1606177_960_720

Ogni contrada assume in anticipo un fantino, il quale non sempre proviene dal quartiere stesso, ma anche dalla Maremma o dall’intera Italia. La scelta del fatino giusto non è semplice, perché non solo deve essere in grado di cavalcare a pelo, ma soprattutto resistere a dei momenti di alta tensione, anche per il cavallo, che spesso fa ritardare la partenza della gara!

Una settimana prima dell’evento, uno spesso strato di sabbia viene applicato sul bordo esterno della piazza per proteggere il cavallo e il fantino. Tre giorni prima, durante un sorteggio (tratta), avviene l’assegnazione dei cavalli. L’ordine di entrata dei cavalli tra i canapi è segreto, e viene rivelato solo all’ultimo istante dal “mossiere” (giudice indiscutibile della validità della partenza) in postazione sul “verrocchio” (un piccolo palco).La partenza, molto spesso prolungata in oltranza e a volte posticipata al giorno successivo, viene fatta scattare dalla decima contrada sorteggiata, che si posiziona fuori dai canapi e entra al galoppo.

Anche un cavallo scosso, cioè senza fantino, può vincere il Palio. Vinta la gara, i contradaioli si recano sotto il palco dei Capitani per ritirare il drappellone o “cencio”, un dipinto rettangolare su seta sorretto da un’asta e sormontato da un piatto d’argento e due panache bianchi e neri. Il piatto viene inciso con il nome del vincitore e riconsegnato al Comune die Siena prima del Palio dell’anno successivo.

La contrada che non vince da maggior tempo (nonna) riceve la “cuffia”. La contrada della Civetta è stata la prima a “fare cappotto”, cioè vincere nel 1761 sia il palio di luglio sia quello di agosto. Il Palio del 1945 fu chiamato il Palio della Pace in seguito alla guerra appena finita, ma lo si ricorda paradossalmente come il Palio più litigioso perché dei contradaioli del Bruco inferociti fecero a pezzi il drappo.

races-1606175_960_720

Arpino_-_Panorama
, arpino - Lazio - di Travel Blogger MyItaly

Arpino; un gioiello tra colli e fiumi del Lazio

Arpino, nel cuore della nostra penisola, adagiata su una collina nella Lazio è la città natale di alcuni personaggi famosi: Cicero, il leggendario filosofo romano, Marco Agrippa il talentuoso architetto che ha progettato il grandioso Pantheon a Roma.

Arpino

Questo posto incantato di origini saturnie è stato però anche una rilevante città fortificata dei Volsci, Sanniti e naturalmente dei Romani. La grandiosa muraglia megalitica non è solo la testimonianza di una antica storia ma, con una originale porta a sesto acuto unica nel suo genere in Europa che attrae tanti turisti. Nel medioevo è stata dominio di molte nobiltà e solo dopo lunghe contese con il papato divenne parte del Regno di Napoli.

Arpino ha ricevuto la bandiera arancione, un riconoscimento conferito dal Touring Club Italiano che premia l’ambiente turistico-ambientale. Il mantenimento di storia, architettura e cultura fa di questo luogo una meta incantevole dove poter immergersi tra fascino e tranquillità di un lontano passato che è ancora presente.

La città è suddivisa in quattro quartieri: Civitavecchia, Falconara, Ponte Colle ed Arco.

 

Arpino_wall

Cosa vedere

Oltre all’incantevole paesaggio ci si può recare in uno dei tanti musei in cui vedere da vicino l’arte della lavorazione della lana (Arpino è stata un punto di riferimento nel settore), l’arte della tipografia e della liuteria.

Torre di Cicerone

torre cicerone

Questa imponente torre alta 4,20 m con una pianta quadrangolare di 16 m per lato, sorge sulla così chiamata Acropoli di Arpino è formata da grossi blocchi uno sopra l’altro, tagliati obliquamente sul lato interno. Si narra che fosse la residenza della famiglia dei Tulli di Cicerone, succeduta da Quinto, il fratello del romanziere.

Chiesa e Monastero Benedettino di San Andrea apostolo

Le prime notizie su questo meraviglioso edificio situato sul colle Arpino ai piedi di Civitavecchia risalgono al 1084. Fu restaurata nel 1533 e completamente ristrutturata nel 1780. Nel suo interno tra le opere più significative il crocifisso risalente al Trecento di scuola Toscana e Umbra. Molto bello e suggestivo anche il chiostro con colonnato, ma purtroppo non è accessibile.

Chiesa della Pietà

Non si sa molto su questa chiesa ma nella struttura muraria è inciso XV secolo. Sull’altare, qualche anno fa è stato scoperto un affresco rappresentante la Deposizione. Molto suggestiva la Madonna Addolorata nella sagrestia sopra all’altare.

Palazzo Iannuccelli

In passato era la casa residenziale della famiglia Di Vito, conosciuta per aver avuto un grande violinista in famiglia Onorio De Vito. L’atmosfera à magica come in tante case ad Arpino e ciò che affascina di più di questo edificio sono le antiche vasche con la sorgente che fluisce direttamente dalla roccia. Nel cortile del Palazzo vengono organizzati tanti eventi di tipo storico-culturale che attirano sempre molti visitatori.

Palazzo Cesari

Si tratta di un meraviglioso palazzo seicentesco, residenza del pittore Giuseppe Cesari conosciuto anche come Cavalier d’Arpino. Nella sala centrale sfavilla l’affresco del figlio Muzio Cesare: il Carro di Apollo.