L’Italia è un paese che ti sorprende sempre: non ci sono “solo” le grandi città d’arte famose in tutto il mondo, ma anche tantissime piccole cittadine che si nascondono in vallate o si innalzano in cima a colline e montagne e che testimoniano il grande passato del Bel Paese.

Una di queste è Brisighella, piccolo borgo medievale incastonato nella bassa valle del Lamone, alle pendici dell’Appennino tosco-emiliano, nel Parco Regionale della Vena del Gesso.

Nella provincia di Ravenna ma a due passi da Firenze, Brisighella è annoverata tra i borghi più belli d’Italia, ed in effetti incanta il visitatore per la sua atmosfera che sembra sospesa nel tempo, pur nella vivacità della vita sociale ricca di tradizioni gelosamente custodite e orgogliosamente portate avanti.

Quello che colpisce giungendo a Brisighella sono i 3 colli rocciosi che la dominano, chiamati “I Tre Colli”, e che accolgono la maestosa Rocca manfrediana del XIV secolo, la Torre dell’Orologio del XIX secolo e il Santuario della Madonna del Monticino del XVIII secolo.

Panorama di Brisighella

Una visita a Brisighella è una gioia per gli occhi e per l’anima, immersa com’è nel verde, nella pace e tranquillità di un paesaggio naturale ancora intatto.

La sua origine risale al Duecento: il nucleo del borgo si sviluppò intorno alla rocca fortificata che domina tutta la vallata e mantiene tuttora il suo dedalo di vicoli e viuzze, frammenti di cinte murarie e scalinate scavate direttamente sulla roccia di gesso.

COSA VEDERE A BRISIGHELLA

A Brisighella non si può non percorrere l’Antica Via del Borgo, chiamata anche Via degli Asini: la sua particolarità che la rende unica al mondo è quella di essere una strada sopraelevata che corre praticamente inglobata all’interno di una fila di edifici.

Via degli Asini a Brisighella

Essa prende luce da caratteristiche finestre a volta e fu costruita nel XIV secolo a scopi difensivi. Abbandonata la sua funzione di difesa, gli edifici che la inglobano vennero abitati dai birocciai, coloro che trasportavano il gesso dalle cave al borgo con i birocci trasportati dagli asini: da questo deriva il nome di Via degli Asini.

Brisighella - Via degli Asini

Da vedere anche la Pieve di San Giovanni in Ottavo, o Pieve del Thò, costruita sulla via romana che da Faenza porta in Toscana, la via Faentina. L’edificio in stile romanico e a pianta basilicale è suddiviso in tre navate separate da archi che poggiano su colonne di dimensione molto diverse tra loro, probabilmente frutto del reimpiego di elementi strutturali di un tempio preesistente.

Passando ai Tre Colli, la Rocca Manfrediana è stata eretta nel XIV secolo dai Manfredi, signori di Faenza, per poi passare ai veneziani. L’imponente struttura conserva le fattezze medievali (le mura di cinta, i torrioni, le feritoie, i camminamenti). Oggi è sede del Museo L’Uomo e il Gesso che testimonia lo stretto rapporto di queste terre con l’estrazione del minerale.

Sul pinnacolo di uno dei tre coli si erge la Torre dell’Orologio, rifatta nel XIX secolo: raggiungerla offre una splendida vista sui calanchi, rilievi molto particolari composte di rocce argillose dal calore grigio-azzurro.

Il terzo colle è dominato dal Santuario della Madonna del Monticino, risalente al XVIII secolo.

Uscendo dal borgo e immergendosi nell’affascinante territorio circostante, si può visitare la Grotta Tanaccia, una delle più belle grotte del Parco Regionale della Vena del Gesso: i suoi ambienti, frutto di fenomeni carsici, sono visitabili tutto l’anno ad eccezione del periodo in cui i pipistrelli vanno in letargo.

ENOGASTRONOMIA

Brisighella non è conosciuta solo per le sue bellezze artistiche e naturali ma anche per le specialità tipiche: dall’olio extravergine di Brisighella al carciofo Moretto, dalla carne di Morra romagnola a frutti “dimenticati” come la pera volpina.

EVENTI

Per essere un borgo così piccolo, gli eventi organizzati a Brisighella sono davvero numerosi e hanno come protagonisti le tradizione e le specialità enogastronomiche del territorio. Solo per citarne alcuni, in programma nel prossimo mese di novembre la Sagra del Porcello e la Sagra della Pera Volpina.