La piccola località di Mamoiada, in provincia di Nuoro, ospita il famoso evento del folclore sardo, noto per le sue peculiari maschere: mamuthones e issohadores.

Alla vigilia del Martedì grasso, facciamo la conoscenza del particolare quanto famoso Carnevale di Mamoiada, località sarda nella Barbagia di Ollolai.

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Le opinioni sull’origine del Carnevale di Mamoiada sono varie e contrastanti, da chi dice che risalga al XIX secolo a chi sostiene che tracce di questo evento folcloristico si trovino addirittura nell’età nuragica. Allo stesso modo si discute sullo scopo di questa festività: se da un lato sembra fosse di tipo propiziatorio, scaramantico, da un altro viene indicata come una festività che celebrava il passaggio delle stagioni. Origini che rimangono dunque avvolte nel mistero, e che contribuiscono sicuramente al fascino di questa particolarissima tradizione di cui si trova traccia anche in altre zone d’Europa, come nei balcani.

Ciò che più contraddistingue questo carnevale sono però le sue maschere: i mamuthones portano una maschera di legno nera e vestono pelli di pecora, anch’esse nere, portando sulla schiena un grosso carico di campanacci (carriga). Camminando a passi cadenzati, ritmicamente danno un colpo di spalla che fa suonare il loro pesante carico di campanacci.

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Accanto ai mamuthones ci sono poi gli issohadores, con maschera bianca e giubba rossa. A differenza dei mamuthones che si muovono ordinatamente, curvi, lenti e con passo cadenzato, gli issohadores si spostano intorno a loro con agili passi e balzi, gettando un laccio per “catturare” le giovani donne. Un gesto di buon auspicio, per augurare salute e fertilità. Più che un’allegra sfilata carnevalesca, la sfilata dei mamuthones e degli issohadores ha più l’aspetto di una solenne processione!

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La sfilata inizia nel pomeriggio e prosegue fino a tarda sera, con due file parallele di mamuthones che, a passo lento e con un colpo di spalla, scuotono i campanacci che portano sulle spalle. Il ritmo della sfilata viene dato da un capo issohadores che impartisce gli ordini, mentre tutti gli altri issohadores si muovono più agilmente lanciando la propria fune “a caccia” di donzelle.

Ovviamente non è Carnevale senza i dolci tipici come le orullettas, parenti delle chiacchiere che, nella versione sarda, sono cosparsi di miele anzichè di zucchero a velo. Da leccarsi i baffi!

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