Ci siamo, qualche settimana ancora e finalmente la Pasqua! E con essa tante specialità tipiche di ogni Regione. Iniziamo con i dolci di Pasqua al Nord Italia.

 

Nell’immaginario collettivo Pasqua sta alla Colomba come il Natale sta al Panettone/Pandoro.

Non mi dilungherò oltre sulla Colomba Pasquale, dolce di origine veronese ma ormai prodotto, diffuso e ben conosciuto in tutto il Paese. Ma rimaniamo in Veneto che ha anche un’altra prelibatezza tipica del periodo pasquale: la Fugassa. Nata in origine come pane pasquale, nel tempo si arricchisce di altri ingredienti come le mandorle e la granella di zucchero.

Fugassa Veneta

Spostiamoci ad Est, in Friuli Venezia Giulia: questo è il regno della Gubana e della Pinza Triestina. La Gubana è tipica di Udine e la sua “invenzione” risale fin dal Quattrocento: si tratta di una ciambella di pasta lievitata e cotta al forno, alta e ripiena di una farcia ricchissima a base di burro, zucchero, uvetta, frutta secca e candita, cioccolato e … grappa! – un ingrediente, quest’ultimo, che da un inconfondibile sapore al dolce.

La Pinza Triestina invece è una specie di briosche poco dolce ma molto morbida e profumata, cotta al forno, adatta per essere assaporata accompagnata sia da cibi salati (formaggi e insaccati) sia da confetture fatte in casa.

Gubana

In Trentino Alto Adige uno dei dolci tipici di Pasqua è la Corona Pasquale: molto allegra e colorata, morbida e leggera, il dolce assume la forma di una corona intrecciata (da qui il suo nome) che al centro ospita una composizione di uova sode dipinte. La ricetta base è declinata in varianti diverse a seconda della zona e delle tradizioni tipiche del luogo.

In Lombardia troviamo invece la Resta, tipica della tradizione comasca. Si tratta di un dolce ovale con un bastoncino nell’impasto. Il bastoncino deriva dalla leggenda che narra la nascita di questa prelibatezza: si dice infatti che nell’Ottocento un oste sbagliò la quantità di lievito nella preparazione, tanto che l’impasto debordò. Per arrestare la crescita della pasta vi annegò un bastoncino di fascina e poi riavvolse la parte debordante su di essa. Il nome Resta deriva da “resca”, lisca di pesce, simboleggiata proprio dal bastoncino (solitamente di ulivo) ed ha un sapore dolce e speziato.

In Emilia Romagna possiamo assaggiare la Zambela, una ciambella senza buco che viene assaporata il mattino di Pasqua accompagnata dal caffè latte.

In Piemonte possiamo trovare invece le Ciambelle Pasquali, decorate con ciliegie sotto spirito, e la Torta di Castagne e Cioccolato. Quest’ultima è tipica della provincia di Asti ed è un dolce molto ricco, a base di castagne, cioccolato e amaretti, il tutto ben imbevuto con rhum, alchermes e maraschino.

In Liguria abbiamo i Cavagnetti (o Taralli con l’uovo), tipici della cucina genovese: sono dei piccoli cestini di pasta dolce con una specie di manico (da questa loro caratteristica deriva il loro nome) che abbracciano un uovo sodo, solitamente colorato.

Cavagnetti

E chi riesce a resistere alla tentazione fino a Pasqua! L’Uovo al Cioccolato è in “buona compagnia”!