Se cercate qualche idea per una gita fuori porta in queste giornate che preannunciano la primavera, allora la cittadina di Dozza, in Romagna, vi sorprenderà per la caratteristica commistione tra lo stile medievale della sua struttura urbanistica e il colore dei murales che decorano facciate e pareti degli edifici.

Dozza fa parte di uno dei cento borghi più belli d’Italia, incastonato su una collina che degrada dolcemente verso la storica via Emilia e abbraccia la valle del fiume Sellustra, a pochi chilometri da Imola.

La sua fama deriva dal fascino del centro storico di impianto medievale perfettamente conservato e dalla presenza di numerosi murales realizzati da artisti contemporanei che trasformano le case e i palazzi in pagine di un libro illustrato o in tele che raccontano storie.

Dozza: i murales

E così passeggiare tra i suoi vicoli suscita un continuo stupore: la luce che si insinua tra gli edifici mette in risalto colori e forme della street art, inglobando le forme architettoniche e gli arredi urbani, facendo diventare essi stessi parte integrante delle opere a cielo aperto.

Colonne, porticati, volte, portoni sono elementi utilizzati dagli artisti per ambientare e dare vita ai dipinti.

Allo svoltare di ogni angolo il visitatore viene accolto da storie e personaggi fantastici che introducono in mondi paralleli e lasciano spazio all’immaginazione.

Dozza: i murales

Tutto è nato negli anni Sessanta quando si diede vita alla Biennale d’Arte del Muro Dipinto, una manifestazione organizzata dalla pro loco locale in cui alcuni artisti venivano invitati a dipingere i muri delle case direttamente davanti agli spettatori. Tutte le edizioni che si sono susseguite negli anni fino ad oggi hanno arricchito la cittadina di straordinarie opere d’arte a cielo aperto, con firme anche di artisti molto importanti. Quest’anno si terrà la XXVI edizione a settembre.

Dozza: i murales

Ma Dozza non è solo murales.

La cittadina, piccola e a forma di fuso, è dominata dalla maestosa Rocca Sforzesca, posta all’estremità più alta del borgo e circondata dalle antiche mura. Essa è punto di convergenza di due strade che attraversano il paese in senso longitudinale. L’origine di questo imponente complesso a pianta esagonale risale a XIII secolo ma l’edificio venne completamente ripensato da Caterina Sforza nel XV secolo, per poi essere trasformato in palazzo signorile dalla famiglia Campeggi alla fine del XVI secolo.

La Rocca di Dozza

Merita una visita al suo interno: i sotterranei accolgono l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna con oltre 800 etichette selezionate e possibilità di degustazione, il secondo piano ospita il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto e la Collezione Mascellani, mentre gli appartamenti del primo piano esibiscono saloni, camere da letto e altre stanze signorili ben conservate. Da vedere anche le prigioni, la sala delle armi e i corridoi di guardia che offrono un panorama mozzafiato sulle colline e sulle valli circostanti ricamate di vigneti e frutteti.

Il periodo migliore per visitare Dozza è dalla primavera all’autunno, approfittando anche delle tante manifestazioni che vi si tengono, dalla Festa del Vino alla Biennale del Muro Dipinto nella terza settimana di settembre. Ma il suo fascino è indiscusso anche in tutti gli altri periodi dell’anno.

Enogastronomia

In qualunque trattoria ci si fermi a mangiare, non si rimarrà delusi: la cucina locale, infatti, è ottima e la tradizione culinaria è portata avanti con passione e dedizione. Tra i vini regnano il rosso Sangiovese e il bianco Albana (primo bianco in Italia ad aver ottenuto il marchio Docg), da accompagnare con irresistibili salumi, primi piatti a base di paste fresche fatte di sfoglia rigorosamente tirata a mano e l’immancabile piadina romagnola. Per i secondi spazio alla carne alla griglia.

Dozza, delizia per gli occhi e per il palato, vi aspetta!

Dozza