Feltre è stata fondata dai Reti, antichi abitanti delle Alpi centro-orientali con epicentro in Trentino e Trento, abitata in epoca romana e fortemente popolata nel medioevo. Nel 1510 fu rasa al suolo dall’Imperatore Massimiliano e ricostruita grazie ai veneziani.

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Visitare Feltre è come farsi teletrasportare nel passato, avvolti tra i vari periodi storici e dalla morbida altura dove l’atmosfera è raccolta come in un piccolo paese anche se si contano ben 20500 abitanti. Il vasto territorio feltrino comprende la Valbelluna occidentale, il bacino dello Stizzon, la bassa Valle del Cismon e una zona fra il Monte Cesen e il Gruppo del Grappa. Si capisce da se che il valore naturalistico è immenso, e ancor di perché in questo territorio si trova il Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi; una fantastica oasi e Patrimonio dell’UNESCO.

Feltre è un esempio brillante di città murata con tre ingressi: Porta Imperiale, Porta Pusteria e Porta Oria. Una delle sue caratteristiche sono gli affreschi che impreziosiscono tanti palazzi e strutture architettoniche. Infatti per questo motivo Feltre viene descritta anche come “città dipinta”.

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Nel grazioso centro storico dominato dal Castello di Alboino sul colle delle Capre, ecco la trionfante Piazza Maggiore. Sembra un palcoscenico all’aperto ed è sicuramente il punto d’incontro più ricercato nella città. Le colonne con il caratteristico leone veneziano, la statua di Vittorino da Feltre e Panfilo Castaldi, la decorosa fontana di Tullio Lombardo. E poi ancora il Palazzo della Regione oggi “Teatro de la Sena” e la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano formano un quadro d’incredibile fascino.

Bisogna prendersi un bel po’ di tempo per vedere tutti i valorosi punti d’interesse di Feltre; come il Museo diocesano d’Arte Sacra con tanti reperti sensazionali tra cui l’icona bizantina della Madonna tra i Santi Vittore e Nicola creata dalla mano del Tintoretto. La statua della Madonna Assunta di Andrea Brustolon. Si tratta del più vecchio calice eucaristico con 485 personaggi e 200 colonnine, una meraviglia realizzata nel 1542 da un monaco residente sul monte Athos in Macedonia).

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Poco lontano dal centro si trova il meraviglioso Santuario dei Santi Vittore e Corona con annesso chiostro e chiesa medievale. Da qui si può ammirare un panorama mozzafiato: ad ovest il Lago del Corlo, una meta ambita dei turisti amanti del campeggio.

Finita la visita di questa incantevole città e tornati ai tempi moderni, ci si ritrova spesso con un languorino che trova conforto in uno dei tanti locali del centro storico dove poter degustare prelibatezze per tutti i palati. Come la noce feltrina o il miele DOP delle Dolomiti, il mais sponcio o i fagioli di Lamon. Dissetatevi con la speciale Birra del Centenario di malto, non pastorizzata e non filtrata; è più apprezzata del vino!