Halloween è arrivato! Prima di mettervi addosso il vostro costume migliore e darvi alla festa, scoprite con noi cos’hanno in comune la Sardegna e la festa più spaventosa dell’anno!

Anche quest’anno la notte più spaventosa dell’anno è arrivata. Zucche intagliate hanno già invaso porticati, finestre e giardini, i costumi da fantasmi e altre creature inquietanti sono pronti, come nella migliore tradizione d’oltremanica. Festa d’importazione anglosassone ma ormai adottata da diversi anni anche dall’Italia, Halloween non è così estranea al nostro paese come si potrebbe pensare.

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Non tutti infatti sanno che, da tempo immemore, in Sardegna sono presenti tradizioni secolari che celebrano i morti come Is Animeddas al Sud e Su Mortu Mortu al Nord dell’isola, ma anche Sas Animas, Su Peti Cocone e altre ancora.

La credenza popolare vuole che l’ultimo giorno di ottobre il confine che separa il mondo dei vivi da quello dei morti si assottigli, permettendo così alle anime dei defunti di ritornare per una notte nel mondo dei viventi. Cosa fare quindi per assicurarsi la benevolenza dei morti?

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Come nella tradizionale festa che si svolge nei paesi di lingua inglese, anche in Sardegna i bambini si divertono a mascherarsi da fantasmi e andare a bussare alle porte delle abitazioni di villaggi e città per chiedere qualche dolcetto per le anime dei morti. La formula di rito, il “dolcetto o scherzetto” (trick or treat in inglese) si declina nella variante linguistica locale. Seus benius po is animeddas, mi das fait po praxeri is animeddas, seu su mortu mortu, carki cosa po sas ànimas, sono solo alcune delle formule con cui i piccoli fantasmi potrebbero chiedervi un piccolo dono se vi trovate in Sardegna in occasione di questa singolare ricorrenza.

Mentre oggi è più comune che i piccoli ricevano dolcetti, caramelle e lecca-lecca, in passato era usanza regalare, alle richieste dei bambini, dei dolci tipici fatti in casa come pabassinas, ossus de mortu e pani de sapa, accompagnati da frutta secca e altra frutta di stagione come castagne e melagrane.

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Allo stesso modo, anche gli adulti onoravano la memoria dei morti, preparando la tavola e lasciandola apparecchiata per i cari estinti tutta la notte, affinché questi potessero approfittarne per rifocillarsi.

Indovinate un po’? Nemmeno la tradizione delle zucche intagliate è nuova ai sardi: anche nell’isola infatti vigeva la tradizione di lavorare e intagliare le zucche per dare loro l’aspetto di un volto spaventoso.

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Siete ancora convinti che Halloween sia una festa d’ importazione? Buon Halloween a tutti!

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