Quale modo migliore per trascorrere un weekend se non alla ricerca di fantasmi negli straordinari Castelli del Ducato di Parma e Piacenza?

Il Ducato di Parma e Piacenza è meta ogni anno di migliaia di visitatori che possono godere di suggestivi itinerari tra più di 24 tra rocche e castelli, manieri affrescati da importanti artisti, conservati quasi del tutto intatti e perfettamente adatti sia per chi vuole scoprire più di 300 anni di storia, per chi vuole avere la possibilità di dormire in una dimora di incredibile charme e anche per gli appassionati di fantasmi.

Si tratta di straordinarie costruzioni che mantengono ancora intatto tutto il loro fascino, imponenti e suggestive e realizzate in diverse epoche, dal Medioevo alla Belle Epoque.

In provincia di Parma i più famosi sono la Fortezza di Bardi, che ospita anche il Museo della Civiltà Valligiana, la Rocca Sanvitale di Fontanellato, famosa per la saletta dipinta dal Parmigianino, la Reggia di Colorno, dove si svolgono numerose manifestazioni culturali, il Castello di Torrechiara, a due passi dal famoso Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma, e il Castello di Montechiarugolo, dove vi ritroverete in compagnia di un fantasma. Verso le colline di Piacenza, invece, i castelli più belli sono il Castello di Rivalta, nel quale si può anche soggiornare, la Rocca e il Castello di Agazzano, anch’esso abitato da un fantasma, il Castello di Grazzano Visconti, con un meraviglioso giardino, e la Rocca Viscontea di Castell’Arquato.

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Per scegliere il proprio itinerario c’è un sito apposito dove trovare tutte le informazioni e scegliere tra tantissimi percorsi a seconda dei gusti, tra manieri, borghi storici, musei, tappe enogastronomiche ad antiche cantine, aziende vitivinicole, salumifici, caseifici, botteghe tipiche, escursioni nella natura.

GHOST TOUR: IL CASTELLO DI MONTECHIARUGOLO E IL CASTELLO DI AGAZZANO

In entrambi questi castelli si dice che aleggino i fantasmi.

Quello di Montechiarugolo si trova nella provincia di Parma e si affaccia a strapiombo sulle rive del torrente Enza. Costruito da Guido Torelli nel secolo XV sui resti di un preesistente insediamento è caratterizzato da  pesanti mura esterne, che però svelano al loro interno un delicato mondo rinascimentale: una deliziosa corte dalla quale si ha l’accesso al vasto salone delle feste, coperto da affreschi e stemmi. Le numerosissime e splendide sale affrescate sono poi caratterizzate da innumerevoli opere d’arte. Dalle quattro grandi sale disposte lungo il lato orientale del castello, è possibile accedere all’incantevole loggia dalla quale si può ammirare una magnifica vista sul parco dell’Enza.

Tra queste sale si aggirerebbe ancora oggi il fantasma della Fata Bema. Si tratta di un’indovina che prediceva il futuro con i tarocchi e leggendo la mano. Arrivata al castello nel 1593 non piacque a Ranuccio Farnese che la perseguitò per tutta la vita. Fu invece sempre molto amata dai paesani. E’ indicata quindi come un fantasma gentile che appare alle giovani donne alla vigilia delle nozze per istruirle sulla loro nuova vita, agli innamorati e soprattutto a chi soffre per amore. La leggenda dice che, alla mezzanotte di ogni 19 maggio, nelle stanze private del castello appaia il suo fantasma che torna in ricordo dell’assassinio del suo grande amore, il Conte Pio Torelli.

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Il Castello e la Rocca di Agazzano sono il caposaldo del borgo piu importante della Val Luretta, rinomata per i bei paesaggi collinari e i prodotti gastronomici. E’ una felice sintesi tra l’austerità difensiva medioevale e l’eleganza della dimora signorile del Rinascimento. A pianta rettangolare, in origine con 4 torri cilindriche e due masti d’ingresso simmetrici, è in parte circondato da un fossato trasformato in giardino alla francese, alla cui progettazione collaborò Luigi Villoresi, paesaggista noto per aver disegnato il parco della Villa Reale di Monza.

Ma la storia del Castello è contrassegnata dalla tragica e misteriosa morte di Pier Maria Scotti, detto il Buso per la sua abilità di spadaccino. Ucciso nel 1529 da Astorre Visconti, venne gettato nel fossato e il suo corpo non venne mai più ritrovato. Evidentemente non ha mai voluto abbandonare questi luoghi perché c’è chi dice che la sua presenza si sente ancora oggi tra le mura del castello e nel giardino. A dimostrarlo sarebbero avvenimenti come porte che si aprono da sole, luci che si vedono aleggiare di notte e altri eventi misteriosi.