Per completare il nostro tour di dolci natalizi nel nostro paese mancano le specialità de Centro Italia.

Eccoci allora arrivati in Emilia Romagna che a Bologna ci fa conoscere il Panspeziale chiamato anche Certosino, al sapore di anice e arricchito con canditi di arancia o cedro. In passato lo preparavano i farmacisti che in antichità si chiamavano “speziali”, poi invece erano i frati certosini a prendersi cura di questo dolce natalizio. A Ferrara, a soli pochi chilometri di distanza è il Pampepato a completare i pranzi di Natale. Il suo profumo è dominato dal cioccolato fondente che si trova sia nella glassatura che nell’impasto e ingredienti come cannella, mandorle e nocciole lo completano.

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Spostandoci nella rustica Toscana troviamo il Panforte, di origini senesi, con ingredienti come il miele e molta frutta candita. E poi i mitici Ricciarelli, i più richiesti in questo periodo. Sono dei biscotti non friabili a forma di losanga ovalizzata e ricoperti di zucchero a velo.

La Rocciata di Assisi la possiamo degustare invece in Umbria. Si tratta di un dolce con un composto simile allo strudel, con un profumo intenso di mele e cannella. Spostandoci verso il mare di Pescara in Abruzzo troviamo un dolce natalizio che si è meritato un elogio anche da Gabriele d’Annunzio: il Parrozzo che ricorda una pagnotta rustica ricoperta di cioccolato fondente. L’impasto è arricchito con buccia di arancia e mandorle, due ingredienti che non possono mancare nei dolci di Natale.

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Nella vicina regione del Molise la tradizione natalizia porta in tavola i Caggiuniti; dei profumatissimi biscotti a forma di ciambella, ripieni con una crema di castagne, cioccolato e mandorle. I Caggiunti non vengono cotti in forno ma fritti.

Il viaggio alla scoperta di dolci natalizi ci porta nelle Marche dove si mangia il Frustingo: anch’esso un pane dolce con un impasto di farina integrale e con aggiunta di frutta secca. Scendendo incontriamo il Lazio con il Pangiallo: Ha una storia antica che ci riporta indietro all’era imperiale, quando questo dolce dorato veniva distribuito durante la festività del solstizio d’inverno. Era un simbolo di buona speranza per il ritorno del caldo sole. La sua crosta dorata è inconfondibile e lo caratterizza inconfondibilmente. L’impasta è composto da noci, pinoli, miele, cioccolato, frutta secca, mentre la glassa viene preparata con farina, olio e zafferano.

Mancano pochi giorni a Natale; regalate ai vostri sensi sapori unici della nostra terra!