Si concluderà questa sera nella maggior parte dei centri italiani l’ultima edizione del Carnevale 2018, la sempre più amata e colorata festa del travestimento condotta a suon di maschere, carri e costumi tutti all’insegna del sovvertimento dell’ordine prestabilito attraverso la burla e della più felice e gioiosa creatività.

Sono moltissime le città che hanno celebrato in questi giorni il Carnevale sulle proprie strade, ciascuna di queste con le proprie tradizioni, usi e costumi. Non serve citare, ad esempio, il Carnevale di Venezia, probabilmente la più celebre delle feste italiane dedicate al Carnevale, con orde di turisti e visitatori che di anno in anno riempiono le strette calli della città lagunare per scorgere anche solo una piuma di una delle meravigliose maschere veneziane che con i loro cappelli, calzature e costumi a effetto arricchiscono di colore e sfarzo la vista degli edifici storici della Serenissima.

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Tuttavia, c’è un Carnevale che contrariamente alle aspettative di molti dura anche più a lungo di quello veneziano, invadendo la città che lo ospita di carri, giganti in carta a calco raffiguranti eminenti personalità politiche o dello spettacolo e soprattutto tanta, tanta festa: stiamo parlando del Carnevale di Viareggio.

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Manifestazione storica che vanta fino a 144 anni di storia, il Carnevale di Viareggio è sicuramente una delle più spettacolari feste italiane nonché uno tra i maggiori Carnevali in Toscana e in Italia.

In programma quest’anno nella bellissima Versilia dal 27 gennaio fino al 17 febbraio 2018, questo sabato, il Carnevale di Viareggio è anche uno di più giovani se paragonato ai suoi omologhi di Fano o Venezia, eppure ha avuto la capacità di attrarre nel corso della sua storia un numerosissimo stuolo di fedeli, diventando nel tempo un evento magico, di respiro internazionale ma con tutte le più interessanti caratteristiche delle migliori feste nazional-popolari italiane. Non è un caso che le ultime edizioni abbiano contato fino a mezzo milione di partecipanti, rendendolo de facto l’evento più atteso dell’intero panorama di eventi viareggino.

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Amato da ciascun viareggino che voglia ritenersi tale, Burlamacco è la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio, simbolo onnipresente della città nei periodi carnevaleschi con il suo bel costume a rombi biancorossi, i colori tipici degli ombrelli presenti nei bagni versiliesi all’epoca della sua creazione, avvenuta nel 1930 ad opera del pittore e grafico futurista Uberto Bonetti.

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Tuttavia, il primo pensiero a riportare alla mente il Carnevale di Viareggio è sicuramente la tradizionale sfilata dei carri allegorici, che in un certo senso ha dato l’inizio ufficiale alla manifestazione nel 1873. In un’Italia appena unita, la borghesia locale era infatti sempre più insoddisfatta del gravoso carico fiscale che era costretta a sopportare, e per questo motivo alcuni signori della città, sempre più convinti della necessità di protestare contro le autorità, avrebbero deciso di mascherarsi e urlare il proprio scontento ai quattro venti lungo la passeggiata a mare viareggina. E da quel momento il clima non è cambiato: il tema principale del Carnevale di Viareggio è sempre l’attualità, prendendo di anno in anno forme satiriche sempre più raffinate per descrivere i paradossi e le contraddizioni tipiche del panorama politico e sociale italiano dapprima con i soli figuranti e poi, dalla fine del XIX secolo, con i carri allegorici, realizzati nelle prime edizioni in stucco e cartapesta e dagli anni ’30 del Novecento con la carta a calco usata anche oggi.

Il Carnevale di Viareggio è un evento pensato per unire malcontento e voglia di scherzare, e che come da tradizione rappresentava per gli abitanti della città un’occasione imperdibile per sfogarsi contro le autorità e inneggiare, anche solo per un momento, al sovvertimento della struttura sociale contemporanea. Sfidando tempi, costumi e tradizioni, i carri del Carnevale di Viareggio ancora oggi infatti si prendono gioco di autorità e personaggi pubblici, soprattutto politici, da sempre oggetto di scherno e tanta satira in territorio toscano.

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Nel Carnevale versiliese tutto è concesso, e al contrario è proprio questo clima a dare grande carica ai Carnevali dei Rioni, le zone che tradizionalmente dividono la città, luogo di grandissime feste a cielo aperto ideali per scongiurare le ristrettezza della Quaresima. Per un mese la città si trasforma in una vera e propria fabbrica del divertimento tra sfilate di giganti di cartapesta, feste notturne, spettacoli pirotecnici, veglioni, rassegne teatrali, appuntamenti gastronomici e grandi eventi sportivi.

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Restando in tema di fabbrica, il Carnevale di Viareggio ha anche un’altra peculiarità: a realizzare le festose macchina di cartapesta sono i Maestri costruttori viareggini, per un numero superiore alle 25 ditte artigiane, che tutto l’anno si impegnano duramente per realizzare le monumentali opere in carta a calco che saranno protagoniste dell’edizione di quell’anno. Alti 20 metri e larghi 12, quale spazio potrà mai conservare queste sculture goliardiche?

La risposta è la Cittadella del Carnevale di Viareggio, che, inaugurata nel dicembre del 2001, è il più importante centro italiano dedicato alle maschere con i suoi grandi laboratori e i suoi immensi hangar in cui vengono realizzati e conservati i grandissimi carri del Carnevale.

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