Il Molise è una regione poco conosciuta che regala piacevoli sorprese.

Interessanti resti romani, piccoli borghi che diventano famosi per le opere di irriverenti street artist, la fontana più bella d’Italia e piccolo borghi completamente ecosostenibili, ecco come scoprirlo in 5 tappe.

SEPINO

Il Molise nasconde una vasta area archeologica sconosciuta ai più ma dotata di un notevole fascino. Situato in pianura sotto il massiccio del Matese e verso la Valle del Tammaro, oltre ad essere un borgo dallo spiccato valore architettonico, circondato dalle meraviglie naturali dell’Appennino, Sepino ospita a valle un’antica città romana, Saepinum, dalla quale prende il nome. Il sito archeologico ancora mostra i resti dell’originario centro abitato sannita di Terravecchia e della città romana, i cui preziosi resti sono venuti alla luce dopo gli scavi degli anni ’50.

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CIVITACAMPOMARANO

Il piccolo borgo di Civitacampomarano è balzato agli onori della cronaca di recente, quando il Sindaco si è rivolto agli Street Artist per promuovere il turismo. Non solo murales, ma anche i loghi più famosi che ormai sono nella quotidianità di molti: ecco quindi la buca delle lettere con il logo di Gmail, una vecchia cabina telefonica divenuta un punto WhatsApp, etc.. Ma Civitacampomarano è anche famosa per il suo evocativo castello, probabilmente voluto da Federico II per donarlo ad un capitano di ventura, splendidamente conservato.

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ISERNIA

Una delle più belle fontane d’Italia si trova a Isernia. La duecentesca Fontana Fraterna, eretta in onore di Papa Celestino V, è un’elegante fonte pubblica con sei getti d’acqua dalle inusuali forme di loggiato, realizzata recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani di pietra calcarea bianca. Proprio sul fondo della fontana in un secondo piano rispetto al loggiato, si trovano infatti due blocchi di età romana con dei festoni ed un’epigrafe di tipo funerario che inizia con una dedicazione agli Dei Mani.

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CASTELDELGIUDICE

Queto delizioso paesino molisano, Castedegiudice, rischiava di scomparire ma ora è diventato un modello di recupero ed ecosostenibilità. Il piccolo borgo è stato preso in carico da un gruppo di amministratori locali che hanno trasformato una vecchia scuola in una accogliente residenza sanitaria assistenziale, l’unica della zona. In più trentacinque ettari di terreno agricolo in disuso sono stati recuperati e trasformati in meleto biologico. Tra i simboli della ripartenza della città c’è anche l’albergo diffuso Borgotufi, restaurato e trasformato tramite un attento e accurato recupero architettonico. L’opera è stata portata avanti grazie alla costituzione di una public company, che ha coinvolto nell’impresa cittadini, istituzioni locali e una cordata d’imprenditori originari della zona

MONFORTE

Campobasso è dominato da un alto maniero la cui torre è una delle più alte d’Italia: il Castello di Monforte. Sovrasta la città presentandosi come un massiccio quadrilatero con torrioni circolari posti agli spigoli e con una gran torre rettangolare, il mastio. Seppur l’interno sia piuttosto scarno è invece molto interessante visitare i sotterranei, con le carceri, dove viveva il carceriere con la fami