Lo scorso giugno il celebre alpinista ed esploratore italiano Reinhold Messner è stato insignito del prestigioso Premio Palladio in virtù del suo contributo “illuminato e continuativo” al progresso culturale, sociale ed economico delle comunità nelle quali sono sorgono i suoi celebri musei dedicati alla montagna.

Il Premio Palladio è un’onorificenza speciale assegnata nel quadro del Premio internazionale Dedalo Minosse, che da oltre dieci anni premia le cosiddette “committenze virtuose” in ambito architettonico. Ed è proprio questo che rende così speciali i musei inaugurati dal re degli Ottomila sullo sfondo delle più belle vette italiane. Tra questi, uno sguardo particolare – ed un posto nel cuore di Messner – è occupato dal Messner Mountain Museum Dolomites, o più affettuosamente chiamato “Museo delle Nuvole”.

Inaugurato nel giugno del 2002, il Museo delle Nuvole sulle Dolomiti costituisce un tassello importante non solo per la memoria storica italiana sviluppatasi attorno a questi passi legati alla Grande Guerra, ma anche per lo stesso universo privato di Messner, che più volte ha professato la sua predilezione per questa struttura che sorge nei luoghi natali dei suoi nonni e dunque della sua famiglia.

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“Nella mia vita ho scalato 3500 montagne. In quasi cento viaggi fuori dall’Europa ho conosciuto molte vette e catene montuose, dalle Ande alle Rocky Mountains […]. E tuttavia non ho mai visto un mondo di roccia dalle forme più belle di questo”.

Così Messner ha descritto la strabiliante vista di cui è possibile godere dal Museo delle Nuvole, che sorge ad oltre 2.181 metri d’altezza in cima al Monte Rite, nel Cadore, scelto proprio per la sua posizione straordinariamente panoramica. Il museo, costruito sui ruderi di un’antica fortificazione militare scoperta da Messner nel 1998, offre infatti una delle più suggestive visuali sulle vette dolomitiche, dal Moiazza al Civetta, dalla Marmolada al Sorapis, senza tralasciare anche tutta la zona del Centro Cadore, la Val del Boite chiusa da Cortina d’Ampezzo, Forcella e Cibiana. Scorci panoramici unici che si alternano con grazia alle vedute artistiche conservate all’interno dello stesso museo, che vede proprio nelle vette dolomitiche esplorate da Messner delle inedite protagoniste per la galleria realizzata all’interno del forte per raccontare la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico.

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Per raggiungere il Museo delle Nuvole vi basterà parcheggiare la macchina al Passo Cibiana, a Cibiana di Cadore, e percorrere tranquillamente a piedi i due percorsi prescelti per un comodo ma avventuroso raggiungimento del forte: che si tratti della carrareccia a pendenza costante verso la cima o del sentiero che si snoda attraverso il bosco, non dovreste impiegare più di un paio d’ore per arrivare alla vetta. In questo modo potrete godere per la tutta la durata del vostro tragitto del meraviglioso panorama che le Dolomiti vi offrono mentre vanno man mano ad aprirsi verso il cielo, dandovi un assaggio di quello che vi aspetterà una volta saliti in cima. I meno avventurosi, o coloro che non possono far fronte a queste due ore di camminata in salita, potranno effettuare l’ascesa o la discesa con il servizio navetta, che in soli 20 minuti vi porterà facilmente a quota 2000 metri. Il costo della navetta è di 14 euro per il biglietto di andata e ritorno o di 8 euro il singolo biglietto per la salita o la discesa. I bambini sotto i 6 anni possono viaggiare gratuitamente.

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La fortificazione che vedrete in cima è stata sottoposta per quattro anni ad un ampio intervento di restauro, acquisendo grazie all’intervento degli architetti padovani Enzo Silviero e Paolo Faccio un aspetto unico, visionario ma al tempo stesso conservatore: i due autori del progetto del Museo delle Nuvole hanno infatti privilegiato il recupero dei materiali e dei corpi originali rendendo al contempo evidenti le meravigliose aggiunte architettoniche necessarie per garantire la funzionalità della struttura. Dalle antiche postazioni dei cannoni, ad esempio, sono stati ricavati tre punti di osservazione racchiusi in cupole in acciaio e vetro di forma irregolare, che richiamano il cristallo come elemento caratteristico della dolomite, minerale noto per cristallizzarsi secondo un sistema trigonale.

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All’interno del Museo delle Nuvole si trovano delle gallerie che custodiscono la preziosa collezione di Messner comprendente addirittura alcuni reperti archeologici della roccia dolomitica risalenti a 250 milioni di anni fa, insieme ad opere e quadri a tema dolomitico che attraversano una moltitudine di correnti artistiche, dal Romanticismo all’arte contemporanea.

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Qual è la giornata migliore per salire in cima al Museo delle Nuvole sul Monte Rite? Come è noto, la montagna privilegia la mattina, dal momento che – come suggerisce anche il nome stesso della struttura museale – sono frequenti sulle Dolomiti soffici cumuli di nubi pomeridiane già a partire da mezzogiorno, che se da un lato contribuiscono a dare al paesaggio un’aria soffusa e romantica, dall’altro possono limitare la bellezza del panorama.

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