Poeta, soldato, genio, ipocondriaco, protofascista: definire in una sola parola il simbolo del decadentismo italiano è difficile, così come lo è anche semplificare in poche righe la sua tenuta a Gardone Riviera, sulla sponda bresciana del Lago di Garda.

 

Pretenzioso, stravagante e sconvolgente in alcuni tratti, il Vittoriale degli Italiani è luogo in cui ogni eccesso architettonico riesce a trovare il suo perché, in un sofisticato bazar di cultura e magniloquenza pensato per fare luce sulla natura contraddittoria dell’uomo e del suo rapporto con storia e cultura.

 

Il Vittoriale rappresenta la location ideale in cui concedersi una pausa culturale dalla vita da lago che può caratterizzare una tipica escursione lungo le sponde del Lago di Garda. In cima alle colline bresciane, il Vittoriale degli Italiani domina tutto il Lago di Garda con il suo complesso di edifici dal marcato sapore storico e artistico ed è ad oggi una delle destinazioni più amate sul territorio, tanto da attrarre ogni anno oltre 200 mila visitatori. In oltre nove ettari di terreno si trovano opere d’arte dal sapore neoclassico, a memoria delle imprese compiute dall’esercito italiano durante la Grande Guerra, un anfiteatro di memoria pompeiana e persino una nave militare con all’orizzonte le acque blu dell’Adriatico.

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Muovere i primi passi all’interno del Vittoriale vi darà subito un’anteprima delle meraviglie nascoste all’interno della tenuta dannunziana: ad accogliervi ci sarà infatti un ingresso monumentale costituito da una coppia di archi al cui centro è collocata una fontana che reca in lettere bronzee un passo dal Libro Segreto, l’ultima opera scritta da Gabriele D’Annunzio. Sul timpano che sormonta la fontana è possibile leggere il famoso motto dannunziano “Io ho quel che ho donato”, un riferimento poco velato alla grande considerazione che il poeta italiano aveva della sua opera e, al tempo stesso, della sua grande tenuta.

Salendo verso la casa dell’artista potrete vedere quasi subito sulla destra uno degli elementi simbolo del Vittoriale degli Italiani: il celebre teatro all’aperto, che D’Annunzio volle ad immagine del più antico teatro romano a noi pervenuto, quello di Pompei. Il teatro all’aperto del Vittoriale degli Italiani si prefigura immediatamente come un luogo magico, un paradiso naturale ed architettonico il cui panorama riesce ad inglobare in un unico colpo d’occhio non solo le acque cristalline del Lago di Garda, ma anche il Monte Baldo, la Penisola di Sirmione e la Rocca di Manerba.

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La casa-museo di D’Annunzio vi si presenterà pure come un paradiso, ma di tipologia decisamente diversa rispetto alla natura “amena” espressa dall’anfiteatro: la Prioria, come veniva chiamata dall’artista la sua casa, secondo una simbologia conventuale che si ritrova in altri luoghi del Vittoriale, rappresenta infatti un’oasi di tipo metafisico, in bilico tra arte e collezionismo, dove ogni stanza riesce a serbare negli oggetti che custodisce significati sempre diversi e particolari, di grande impatto estetico ma anche simbolico.

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Tra le tante stanze meritevoli di approfondimento non può mancare la Sala del Mappamondo. Questa stanza era la biblioteca principale della casa e conserva infatti più di 33 mila volumi appartenuti sia a D’Annunzio che al vecchio proprietario della tenuta, il critico d’arte tedesco Henry Tode, che dovette lasciare la sua casa allo Stato italiano come risarcimento di guerra dopo la disfatta dei tedeschi durante la Prima guerra mondiale. Il nome della stanza deriva dalla grande sfera geografica settecentesca che troneggia sopra un tavolo. Nella nicchia al centro della sala troverete la xilografica di Adolfo De Carolis raffigurante il Dantes Adriaticus, mentre poco oltre potrete ammirare la maschera funeraria di Napoleone Bonaparte ed alcuni oggetti realmente appartenuti al condottiero francese durante il periodo di esilio a Sant’Elena.

Un’altra delle bellissime stanze ad arricchire il Vittoriale degli Italiani è la Stanza della Leda, la camera da letto del poeta, che prende il nome da un grande gesso posto sul caminetto raffigurante Leda amata da Giove trasformatosi in un cigno. Sulla porta si legge il motto Genio et voluptati, al genio e al piacere, filosofia di vita del poeta italiano distintosi nel corso della sua vita per le numerose amanti che hanno allietato le sue stanze. Anche qui l’assortimento di oggetti è straordinario: dagli elefanti in maiolica cinese ai piatti arabo-persiani, dai bronzi cinesi alle maioliche azzurre e ai mobili in stile orientale. La stanza, come tutto il resto della casa, è caratterizzata da una costante penombra a causa della fotofobia che aveva colpito la vista del poeta nei suoi ultimi anni di vita.

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Tra le ultime stanze che potrete vedere al Vittoriale emerge la Sala delle Cheli, definita dallo stesso D’Annunzio l’unica sala non triste della casa. La stanza prende il suo nome da una grande tartaruga in bronzo realizzata da Renato Bozzi, ricavata dal carapace di una vera tartaruga donata a D’Annunzio dalla Marchesa Luisa Casati, morta nei giardini del Vittoriale per indigestione di tuberose: la sua presenza vale come monito contro l’ingordigia, il che manifesta un velo di ironia nelle intenzioni del poeta, dal momento che la Sala delle Cheli era adibita a sala da pranzo per gli ospiti.

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Completano la visita al Vittoriale degli Italiani i giardini della tenuta, dai quali potrete vedere spettacoli di rara bellezza. Al di sopra della prua dell’ariete torpediniere Puglia, donato a D’Annunzio nel 1923 dalla Regia Marina Militare, potrete apprezzare un panorama mozzafiato delle acque dell’Adriatico: la struttura è infatti simbolicamente rivolta verso la Dalmazia, luogo di azione della nave nei suoi momenti di gloria. Tra le notizie degne di curiosità, c’è n’è una riguardante i lavori effettuati per portare la nave al Vittoriale: per l’impresa furono infatti necessari ingenti sforzi di trasporto che compresero venti vagoni ferroviari e numerosi camion militari.

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Il Mausoleo è un altro dei luoghi simbolo del complesso monumentale dannunziano: costruito dall’architetto Maroni al culmine dell’altura dove si estende il Vittoriale, il Mausoleo rappresenta un luogo di grande importanza poiché contiene, oltre ai tumuli romani che contraddistinguono il sito, anche la tomba del poeta.

Proseguendo il tour all’interno dei giardini, potrete raggiungere il cortiletto degli Schiavoni, dove D’Annunzio teneva numerosi convivi con i suoi ospiti riempendolo di tappeti persiani, e la limonaia, che situata su una serie di terrazze che si affacciano sul lago, è uno dei luoghi più suggestivi del Vittoriale.