La Montagna Spaccata è una delle mete favorite dai visitatori di Gaeta alla ricerca di attrazioni che in un solo colpo d’occhio vogliano ricongiungere amore per la natura e spiritualità.

Se da una parte infatti Gaeta, città di mare situata in provincia di Latina, in Lazio, è celebre per la sua offerta turistica ricca di magnifici paesaggi marini ed altrettanto numerose località balneari, nessuna attrattiva può reggere il confronto con la Montagna Spaccata di Gaeta, uno dei luoghi più suggestivi del territorio.

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La Montagna Spaccata di Gaeta suscita infatti molto interesse per i visitatori sia da un punto di vista naturalistico, grazie all’incanto dato dalle tre fenditure su cui si incastona la roccia a strapiombo sul mare che dà il nome a questa meraviglia della natura, ma anche da un punto di vista spirituale: la Montagna Spaccata di Gaeta ospita infatti il Santuario della SS. Trinità, che nel corso del tempo ha anche visto la presenza di diversi pontefici, recatisi in questo luogo magico per pregare immersi in una atmosfera di quiete e pace.

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Per entrare nel vivo del complesso della Montagna Spaccata di Gaeta è necessario scendere una scalinata di 35 gradini che conduce alla profonda e suggestiva fenditura centrale conosciuta con il nome di Grotta del Turco. Secondo un’antica tradizione cristiana, la Grotta del Turco si sarebbe formata in seguito alla morte di Cristo ed è questo il motivo che ha spinto alla fine della prima metà dell’Ottocento l’artista Raimondo Bruno a realizzare presso il Santuario della SS. Trinità, che sorge su una fenditura della roccia che segue la Grotta del Turco, tutta una serie di maioliche raffiguranti le stazioni di Cristo sulla Via Crucis e, sotto ad ogni quadro, dei versi di Metastasio.

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Lungo la scalinata che porta alle viscere della montagna, lungo una stretta fenditura di roccia, noterete sulla parete di destra un distico latino con a fianco la cosiddetta “Mano del Turco”: si tratta di una roccia che sembra aver impressa la forma di una mano con cinque dita nella roccia. Secondo la leggenda, essa si sarebbe formata quando un marinaio turco, incredulo davanti alla storia della spaccatura della roccia seguita alla morte di Cristo, si sarebbe appoggiato alla montagna, lasciando l’impronta della sua mano sulla parete rocciosa divenuta miracolosamente morbida sotto la sua pressione.

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Altre leggende legate al territorio della Montagna Spaccata di Gaeta la vorrebbero anche dimora di San Filippo Neri, che avrebbe vissuto al suo interno lasciando un ancora esistente giaciglio in pietra noto oggi come “Il letto di San Filippo Neri”.

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La straordinaria bellezza della Montagna Spaccata di Gaeta e i suoi suggestivi ambienti naturali ne fanno ancora oggi un luogo privilegiato di pellegrinaggi ed escursioni. Degna di nota è la piccola cappella dedicata al Crocifisso, del XIV secolo, sulla cui cupola è possibile ammirare lo strapiombo sul mare su cui è collocata.

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