Il Lago di Como rappresenta da secoli una fonte di ispirazione per numerosi artisti. Reso celebre da Alessandro Manzoni, che sulla sua sponda lecchese ambientò il romanzo de I Promessi Sposi, il territorio non smette mai di regalare ai suoi visitatori scenari da fiaba, come nel caso della bellissima Villa del Balbianello.

 

Dopo avervi ispirato con le meraviglie nascoste delle più belle Ville Venete, abbandoniamo le terre del Prosecco per solcare le acque del Lago di Como, sede di uno dei luoghi più romantici della nostra Penisola: stiamo parlando della splendida Villa del Balbianello, tra le attrazioni lombarde più amate dai turisti in visita nella regione.

La Villa del Balbianello, situata a Lenno, in provincia di Como, venne edificata nel Settecento sui resti di un convento francescano dal cardinal Angelo Maria Durini, uno dei letterati e mecenati più prolifici del nostro territorio nella seconda metà del XVIII secolo.

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Dopo la morte del cardinale, la Villa del Balbianello passò nelle mani del nipote Luigi Porro Lambertenghi, conte e marchese appartenente alla più illuminata aristocrazia lombarda: da sempre patriota ed attivo pensatore politico, fu proprio il Lambertenghi a trasformare la villa in una vera e propria culla del Risorgimento italiano. Il conte vantava infatti amicizie illustri, del calibro di Giovanni Berchet, Ludovico di Breme, Giuseppe Giusti e lo stesso Alessandro Manzoni, che furono per anni ospiti illustri delle mura dell’edificio.

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Se deciderete di passare qualche ora all’insegna dell’arte e della natura più incantevoli del nostro territorio, sappiate che la Villa del Balbianello non si fa problemi a stupire nell’immediato i suoi visitatori grazie al meraviglioso colpo d’occhio che vi si staglierà immediatamente non appena avrete varcato i confini del suo orizzonte: l’edificio è situato infatti su un promontorio boscoso che ricorda molto i paesaggi delle fiabe, sull’estrema punta del Dosso di Lavedo, che si sporge sulle acque del Lago formando una penisola. Questa caratteristica rende la barca il mezzo migliore per raggiungere le spettacolari mura della Villa, godendo appieno della maestosa bellezza della sua sorprendente location.

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La vera attrazione della Villa del Balbianello è, tuttavia, il suo splendido giardino. Pensato in funzione del lago e delle sue coste, il giardino non poté mai adattarsi a nessuno dei due canoni botanici in voga all’epoca della costruzione dell’edificio, quelli del giardino formale “all’italiana” e del romantico giardino “all’inglese”: per questo motivo, il giardino della Villa del Balbianello rappresentò e rappresenta ancora oggi un esemplare unico nel suo genere, il cui fascino è accentuata dalla perfetta fusione con le acque del lago che lo circondano.

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Dominato da un’imponente roccia nel suo punto più elevato, il giardino della Villa del Balbianello è caratterizzato dalla presenza di grandi platani alternati a sculture, che addolciscono in qualche modo la ripida salita che si snoda tra tappeti erbosi e grandi siepi.

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Non mancano all’interno della villa altri elementi di particolare interesse storico-culturale, a cominciare dai preziosi arredi custoditi all’interno delle sue mura fino al Museo delle Spedizioni di Guido Monzino, ultimo proprietario della villa che volle raccogliere in un museo tutte le foto, le bandiere e gli oggetti legati alle numerose spedizioni che l’hanno visto protagonista negli anni, tra cui emergono la spedizione del 1971 sul Polo Nord e la conquista italiana dell’Everest del 1973.

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Monzino morì senza eredi nel 1988, lasciando la Villa del Balbianello al Fondo Ambientale Italiano (FAI), da allora proprietario dell’edificio che mantiene le stesse condizioni in cui la lasciò l’esploratore lombardo.

Negli ultimi trent’anni la Villa del Balbianello ha continuato a tenere alto il nome del secolare fascino che ammalia turisti italiani e stranieri, divenendo una delle mete italiane più richieste da parte di case di produzione per molti importanti film. Tra le pellicole ad aver avuto gli splendidi interni della villa o i suoi giardini come location ricordiamo Casino Royale di Martin Campbell e Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni di George Lucas.

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