La fama delle Tre Cime di Lavaredo, in Trentino Alto Adige, attira tutti gli anni moltissimi visitatori attratti dal suggestivo spettacolo di colori e sensazioni offerto da queste cime dolomitiche Patrimonio dell’UNESCO dal 2009.

Le Tre Cime di Lavaredo rappresentano da sempre un vero e proprio monumento naturale dell’Alta Val Pusteria e, in generale, il simbolo più autentico del paesaggio dolomitico del Trentino Alto Adige.

Attraendo un ricchissimo stuolo di appassionati cresciuto sempre più nel corso del tempo, le Tre Cime di Lavaredo sono state e restano ancora oggi un autentico paradiso terrestre per gli amanti della montagna di tutto il mondo: che si tratti di escursionisti esperti oppure di principianti, tutti coloro che decideranno di mettere piede su questi percorsi da sogno avranno la possibilità di ammirare alcuni tra i più strabilianti e suggestivi spettacoli di colori che le Dolomiti riservano di anno in anno in qualsiasi stagione ai propri visitatori.

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Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2009, le Tre Cime di Lavaredo offrono la loro essenza più vera e spettacolare in estate e in autunno, quando le pareti rocciose di queste montagne mutano in poco tempo il proprio colore da grigio a rosso fuoco, regalando momenti di pura magia ai fortunati testimoni della loro bellezza.

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Cima Grande, Cima Ovest e Cima Piccola sono i nomi delle tre vette dolomitiche altoatesine, ognuna delle quali è caratterizzata da una propria storia e da proprie particolarità. Sorprenderà, ad esempio, sapere che del gruppo quella che storicamente è considerata la più difficile da espugnare delle Tre Cime di Lavaredo è la Cima Piccola, che misura 2.857 metri contro i quasi 3.000 metri della Grande. Il primo dei tre obelischi calcarei ad essere conquistato fu invece proprio la Cima Grande, la cui prima ascensione avvenne tra il 1869 ed il 1881 ad opera del viennese Paul Grohmann, accompagnato dalla guida di Franz Innerkofler e Peter Salcher. Le Tre Cime di Lavaredo rappresentarono inoltre anche un attivo fronte bellico durante la Grande Guerra, tanto da lasciare ancora oggi alla vista dei visitatori vive testimonianze di guerra del calibro di trincee e barricamenti.

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Le vette sono offrono sicuramente uno dei punti d’attrazione più affascinanti per escursionisti, scalatori ed amanti della natura, accontentando con il suo paesaggio sia quelli più esperti sia i camminatori meno allenati. Una delle escursioni più belle è infatti quella che compie un giro attorno alle Tre Cime di Lavaredo, molto amata proprio per la sua media difficoltà, per un dislivello relativamente modesto e per sentieri molto ben tenuti.

Questo giro parte dal bellissimo Lago di Misurina, che dovremmo sorpassare svoltando a sinistra per raggiungere lungo una strada asfaltata a doppia corsia il grande parcheggio adiacente al rifugio Auronzo, che si trova a 2.320 metri sul livello del mare. Giunti al parcheggio del rifugio, ci ritroveremo sul lato meridionale delle tre vette, che non riesce ancora a svelare nulla della tipica vista delle pareti nord che amiamo tanto nelle fotografie da cartolina pubblicate su Instagram.

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Per iniziare il percorso dovremo incamminarci verso est, seguendo il sentiero n° 101, una strada sterrata che ci porterà in 15 minuti prima al rifugio Lavaredo e poi, salendo ulteriormente lungo la sterrata per una quarantina di minuti, al punto più alto dell’escursione, la forcella Lavaredo.

Vi si aprirà a questo punto la classica e meravigliosa immagine delle grandi pareti settentrionali a strapiombo delle Tre Cime di Lavaredo, che misteriose ed imponenti non mancheranno di offrire, soprattutto al mattino, uno spettacolo decisamente mozzafiato.

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Dopo aver ammirato il bellissimo profilo delle tre vette dolomitiche, avrete due possibilità: proseguire fino al rifugio Locatelli, con il quale aumenterete di circa un’oretta il tempo di percorrenza ma potrete assistere ad un ulteriore punto panoramico sulle Tre Cime di Lavaredo, oppure svoltare subito a sinistra dalla parte opposta e seguire immediatamente il sentiero n°105 in direzione della Malga Lunga, dove troverete anche un piccolo laghetto alpino, la sorgente del fiume Rienza, dove poter fermarsi un attimo per una sosta rinfrescante. Proseguendo raggiungiamo il Col Forcellina ed alla fine dell’attraversamento del grande ghiaione la Forcella di Mezzo, dalla quale potremo arrivare nuovamente al parcheggio iniziale, per un totale di circa 4 ore di escursione non molto faticosa e con pochissimo dislivello alla scoperta dei luoghi più belli delle Dolomiti.

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