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Da tempo nella fascia più alta della classifica annuale di Legambiente sulle città più green d’Italia, tanto da conquistare la vetta nel rapporto 2016, Macerata si distingue per un’estensione capillare della raccolta differenziata, per il gran numero di parchi e zone alberate, e per un’ottima qualità dell’aria.

Sottolineata questa virtuosa caratteristica, va con piacere precisato che la salubrità non è l’unica cosa che si respira procedendo attraverso i vicoli medievali del centro, le piazze che improvvisamente s’aprono inondando di luce i passanti, i palazzi rinascimentali che si stagliano nei cuori dei quartieri: è il placido stratificarsi della storia, la screziata venatura dell’arte che impreziosisce un percorso condiviso di vite che si snoda nel tempo.

Macerata è un comune di circa 40.000 abitanti, capoluogo di Provincia delle Marche dolcemente accoccolato su di un colle di 315 metri s.l.m., tra le vallate dei fiumi Potenza e Chienti, e si trova a circa 30 km dal Mare Adriatico e a 60 km dall’Appenino, condizione che si riconosce positivamente nel clima temperato della zona, a tratti mediterraneo e a tratti continentale.

A livello culturale si mostra come un centro molto stimolante, e i siti che meritano una visita approfondita sono diversi. Una meta, però, si distingue in qualche modo tra le altre per l’alto profilo dell’offerta e per la particolare versatilità con cui interagisce con il pubblico.

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Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi

Siti in un elegantissimo palazzo settecentesco in pieno centro cittadino, i Musei Civici di Macerata risultano un autentico gioiello finemente affrescato, che vede il suo apice nel Salone dell’Eneide, e che dona ai visitatori ben tre differenti spazi espositivi.

La sezione d’Arte antica comprende opere magnifiche di pittori del calibro di Giovanni di Corraduccio, Carlo Crivelli, Giovanbattista Salvi, Carlo Dolci, Michele Rocca detto il Parmigiano, Domenico Corvi, Carlo Maratta, Alessandro Turchi detto l’Orbetto e molti altri ancora. Non mancano quadri rimandanti alla scuola fiamminga, a quella italiana, napoletana e veneta, oltre che, naturalmente, un’ottima raccolta di artisti maceratesi.

La sezione d’Arte contemporanea, collocata in altri ambienti dello stesso raffinato edificio, consta invece di opere provenienti dalla locale attività futurista del primo Novecento, dal lavoro del Gruppo “Boccioni”, da acquisizioni mirate effettuati nel tempo dall’amministrazione comunale e da donazioni private. Solo per citare alcuni nomi, fanno parte di questa selezione firme del calibro di Cassinari, Zigaina, Murer, Masselli, Donzelli, Marchegiani, Hsiao Chin, Licata e Vedova.

Berlina Trasformabile 1800

Il Museo della Carrozza

Il primo nucleo di questa particolare raccolta, una sorta di terza anima dei Musei Civici di Macerata, risale alla donazione del 1962 operata dal conte Pier Alberto Conti di Civitanova Marche, ovvero sei modelli sportivi: Spider Phaeton, Mail Phaeton, Jardinière, Gran Break de Chasse, Stanhope-Gig e Break, unitamente a un’ampia varietà di morsetti, briglie, manuali di ippica, stampe e fotografie d’epoca.

A questo primo, piccolo, grande patrimonio è andata ad aggiungersi altra oggettistica di grande rilievo, comprendente carrozze sportive e di servizio, portantine a mano per il trasporto delle dame ottocentesche, carrozzini da bambini e calessi, per un risultato espositivo attuale che, davvero, dona un significativo spaccato artistico, sociale e umano su una finestra temporale di oltre un secolo.