Arpino_-_Panorama
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Arpino; un gioiello tra colli e fiumi del Lazio

Arpino, nel cuore della nostra penisola, adagiata su una collina nella Lazio è la città natale di alcuni personaggi famosi: Cicero, il leggendario filosofo romano, Marco Agrippa il talentuoso architetto che ha progettato il grandioso Pantheon a Roma.

Arpino

Questo posto incantato di origini saturnie è stato però anche una rilevante città fortificata dei Volsci, Sanniti e naturalmente dei Romani. La grandiosa muraglia megalitica non è solo la testimonianza di una antica storia ma, con una originale porta a sesto acuto unica nel suo genere in Europa che attrae tanti turisti. Nel medioevo è stata dominio di molte nobiltà e solo dopo lunghe contese con il papato divenne parte del Regno di Napoli.

Arpino ha ricevuto la bandiera arancione, un riconoscimento conferito dal Touring Club Italiano che premia l’ambiente turistico-ambientale. Il mantenimento di storia, architettura e cultura fa di questo luogo una meta incantevole dove poter immergersi tra fascino e tranquillità di un lontano passato che è ancora presente.

La città è suddivisa in quattro quartieri: Civitavecchia, Falconara, Ponte Colle ed Arco.

 

Arpino_wall

Cosa vedere

Oltre all’incantevole paesaggio ci si può recare in uno dei tanti musei in cui vedere da vicino l’arte della lavorazione della lana (Arpino è stata un punto di riferimento nel settore), l’arte della tipografia e della liuteria.

Torre di Cicerone

torre cicerone

Questa imponente torre alta 4,20 m con una pianta quadrangolare di 16 m per lato, sorge sulla così chiamata Acropoli di Arpino è formata da grossi blocchi uno sopra l’altro, tagliati obliquamente sul lato interno. Si narra che fosse la residenza della famiglia dei Tulli di Cicerone, succeduta da Quinto, il fratello del romanziere.

Chiesa e Monastero Benedettino di San Andrea apostolo

Le prime notizie su questo meraviglioso edificio situato sul colle Arpino ai piedi di Civitavecchia risalgono al 1084. Fu restaurata nel 1533 e completamente ristrutturata nel 1780. Nel suo interno tra le opere più significative il crocifisso risalente al Trecento di scuola Toscana e Umbra. Molto bello e suggestivo anche il chiostro con colonnato, ma purtroppo non è accessibile.

Chiesa della Pietà

Non si sa molto su questa chiesa ma nella struttura muraria è inciso XV secolo. Sull’altare, qualche anno fa è stato scoperto un affresco rappresentante la Deposizione. Molto suggestiva la Madonna Addolorata nella sagrestia sopra all’altare.

Palazzo Iannuccelli

In passato era la casa residenziale della famiglia Di Vito, conosciuta per aver avuto un grande violinista in famiglia Onorio De Vito. L’atmosfera à magica come in tante case ad Arpino e ciò che affascina di più di questo edificio sono le antiche vasche con la sorgente che fluisce direttamente dalla roccia. Nel cortile del Palazzo vengono organizzati tanti eventi di tipo storico-culturale che attirano sempre molti visitatori.

Palazzo Cesari

Si tratta di un meraviglioso palazzo seicentesco, residenza del pittore Giuseppe Cesari conosciuto anche come Cavalier d’Arpino. Nella sala centrale sfavilla l’affresco del figlio Muzio Cesare: il Carro di Apollo.

 

 

L'aquila emiciclo 1921.771
, Abruzzo - L'Aquila - di Travel Blogger MyItaly

L’Aquila: la forza di volare in alto

Quando si pensa a L’Aquila vengono alla mente tristi immagini di macerie, paura e sofferenza. Ma sarebbe più appropriato collegare il nome della città alle qualità che contraddistinguono l’omonimo rapace: forza, fierezza, coraggio e perseveranza, perché è proprio in virtù di queste caratteristiche che evidentemente contraddistinguono i suoi abitanti e la sua tradizione che il comune abruzzese è riuscito a rialzare la testa per spiccare di nuovo il volo. In realtà l’origine del nome è legata all’acqua perché l’etimo Acquilis o Acculi rimanda all’abbondanza di sorgenti che c’erano nel luogo scelto per la fondazione della città.

Sono state proprio le solide fondamenta storico culturali, precedenti la conquista romana nel III secolo a.C., che hanno permesso allo spirito dell’Aquila di rimanere saldo anche quando tutto attorno crollava e oggi, a 10 anni dal terremoto che l’ha stravolta, la città vive di nuovo.

Scopiamo quindi cosa è possibile vedere oggi a L’Aquila.

 

Basilica di Collemaggio

Basilica di Collemaggio, L'Aquila

Situata appena oltre le mura dell’Aquila, la basilica è considerata il simbolo della città e monumento nazionale. Fondata nel 1288 ha ospitato l’incoronazione a papa di Celestino V.

La sua posizione non è casuale, infatti ha un orientamento astronomico che coincide con il giorno dell’Assunzione di Maria.

A colpire fin dal primo momento è la splendida facciata dove la forza massiva di una struttura romanica in cui il pieno prevale sul vuoto è alleggerita e impreziosita dalla grazia della colorazione bicromaticae dalla delicatezza del rosone. All’interno, nell’abside destra ospita il sepolcro di Celestino V.

L’importanza della basilica sembra trascendere la sua materialità infatti a lei è dedicato un saggio di Carlo Emilio Gadda (Le tre rose di Collemaggio). Inoltre, alcuni elementi della sua struttura (il rosone e il pavimento conosciuto come “il labirinto”) sembrano presentare numerosi richiami alla numerologia e al simbolismo legandosi alla processione deli equinozi.

 

Fontana delle 99 cannelle

Fontana 99 cannelle, L'Aquila

La celeberrima fontana delle 99 cannelle o fontana della Rivera è un altro dei simboli della città. Come la Basilica di Collemaggio ha un’origine molto antica, risalente al XVIII secolo, come dimostra una lapide posizionata sopra la fontana. La fontana costituisce il perimetro di una piazza trapezoidale che è circondata da 99 mascheroni, simbolo dei 99 feudi che parteciparono alla fondazione della città

 

La città ha molte altre bellezze da offrire al suo visitatore. Il museo nazionale d’Abruzzo, (MUNDA),ad esempio ospita il principale museo della regione ed ha sede nelle sale di un forte spagnolo risalente al XV secolo ed è stato riaperto al pubblico dalla fine del 2015.

 

Monte Sirente

Monte Sirente, L'Aquila

Ma la ricchezza dell’offerta turistica del capoluogo abruzzese si estende anche ai panorami mozzafiato dei luoghi che la circondano.

A un’ora circa di macchina dalla città, nel parco regionale Sirente-Velino si erge il Monte Sirente, quinta cima per altezza dell’Appenino continentale.

La bianca roccia del sue pareti rimanda subito al candore dei picchi dolomitici e lascia intuire la bellezza dei paesaggi che è possibile ammirare percorrendo uno dei tanti sentieri che lo attraversano tra cui la via normale. La recente reintroduzione del camoscio in queste zone potrebbe arricchire l’escursione di un magico colpo di scena.

 

Cosa mangiare

La cucina dell’Aquila è legata alle caratteristiche della sua terra e, proprio come questa e le genti che la abitano, sa offrire prodotti di grande semplicità e genuinità, quelli tipici della tradizione contadina, ma anche veri e propri gioielli gastronomici come lo zafferano e il tartufo nero.

 

Zafferano

Zafferano, L'Aquila

Lo zafferano dell’Aquila è un prodotto a denominazione di origine protetta ed è coltivato esclusivamente in provincia dell’Aquila, nell’altopiano di Navelli

 

Tartufo nero

Tartufo nero, L'Aquila

Il tartufo nero è il simbolo di una ricchezza nascosta, non evidente ma molto preziosa e ricercata. Proprio come questa terra che va scoperta con calma e dedizione e che alla fine saprà ripagare l’impegno.

 

Formaggi

Anche i formaggi sono uno degli elementi caratteristici della cucina aquilana. Pecorino, caciocavallo, Giuncatella e ricotta sono solo alcuni esempi di quello che potrete gustare all’Aquila conosciuta come la terra dei pecorai.

Dolci

cicerchiata L'Aquila

Per quel che riguarda i dolci come non menzionare il torrone tenero di cioccolato risalente al XIX. Questo dolce è tipicamente aquilano, ma se siete disposti a transigere un po’ sull’origine geografica vi si apriranno le porte della pasticcera abruzzese: bocconotti, confetti di Sulmona, cancellate, fiadone, cicerchiata (nella foto), parrozzo e chi più ne ha più ne metta, il tutto da annaffiare con un ottimo Montepulciano d’Abruzzo.