Picturesque top view of city Pordenone. Italy
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Cosa Vedere a Pordenone: Storia e Città Medievale

Pordenone, capoluogo di provincia del Friuli-Venezia Giulia, è La principale città del Friuli occidentale, posta lungo le sponde fiume Noncello. Si espande nel cuore della pianura Padana ed è il massimo centro economico della regione.

Nel V secolo d.C., la città era già nota con il nome romano di Portus Naonis, dal quale deriva il nome attuale di Pordenone, infatti, “Portus”, in latino, significa “porto” e il fiume Naonins consentiva le imbarcazioni a trasportare merci e passeggeri da Pordenone a Venezia.

La “città vecchia”, ricca di storia, è rimasta quasi intatta, ed aggirandosi per le sue vie ci si può facilmente imbattere in una varietà di cose da vedere. My Italy ti propone un elenco di posti che non puoi assolutamente perdere.

COSE DA VEDERE

 

  1. ll Corso Vittorio Emanuele è luogo di ritrovo principale preferito per tutti i pordenonesi. Il corso è ricco di negozi, bar, ristoranti accompagnato da una serie di portici che lo attraversano. Questi sono in stile gotico e rinascimentale e alcuni di questi hanno decorazioni di affreschi sulle pareti esterne.Pordenone inner city in the night
  2. Alla fine del corso, si può notare il più antico monumento della città, il Palazzo del Comune, eretto nel XIII secolo e rappresenta un gioiello dell’architettura gotica. All’interno, è presente la Pinacoteca in cui sono custoditi molti quadri di pittori, soprattutto veneti.
  3. Tra le altre particolarità di Pordenone, non mancano le numerose opere d’arte che si affacciano in ogni angolo. Un vero e proprio museo a cielo aperto fatto di facciate dei palazzi, colonne e qualsiasi altra parte architettonica.
  4. Passeggiando per la città, è possibile notare numerose case affrescate con colori vivaci e con simboli che rappresentano la classe dei nobili di Pordenone. Questo perché intorno ai primi del 1300, a causa di un grave incendio che distrusse la città, gli abitanti decisero di ridare alla loro città il fascino che le appartiene. Un esempio famosissimo è il palazzo Casa Simoni, la cui facciata mostra un bellissimo affresco, posizionato tra due finestre gotiche, dal quale poi due bellissime fasce floreali delimitano l’inizio del tetto.
  5. A spiccare per fama è il Palazzo De Rubeis la cui facciata è ricoperta da una tappezzeria a motivi geometrici, tra i quali si scorge un simbolo gotico. Non si conosce ancora l’origine di tale simbolo. Rispetto ad altri palazzi è molto più colorato e tantissime sono le finestrelle ispirate a diversi stili.

People walking along Corso Vittorio Emanuele II: main historical

MENU’ TIPICO PORDENONE

Nel 2009, dopo un lavoro durato quasi un anno, il territorio del Friuli occidentale ha creato il suo “Menù Tipico Pordenone”, frutto di selezioni da parte di esperti, ma anche di segnalazioni di semplici cittadini. Una vera e propria gara che ha visto coinvolti enti e scuole, portando in finale 40 piatti e dopo un’attenta selezione, ha decretato vincitrici 12 piatti.Descriverveli tutti sarebbe troppo, quindi abbiamo deciso di enunciarne solo due:Gnocchi di polenta col formaggio salato:Principalmente consiste in una polenta con farina di mais, acqua, latte e poco sale. A cottura ultimata, aggiungete il formaggio salato e lasciatelo sciogliere, mescolando bene e stendete il composto. Poi aggiungere della besciamella con farina e latte, aggiungendo a fine cottura dell’altro formaggio salato e, a piacere, del formaggio grana grattugiato. Vedrete che bontà.

Gnocchi di polenta col formaggio salato:
Principalmente consiste in una polenta con farina di mais, acqua, latte e poco sale. A cottura ultimata, aggiungete il formaggio salato e lasciatelo sciogliere, mescolando bene e stendete il composto. Poi aggiungere della besciamella con farina e latte, aggiungendo a fine cottura dell’altro formaggio salato e, a piacere, del formaggio grana grattugiato. Vedrete che bontà.

Fegato alla moda dei franceschina:

Tagliate a rondelle le cipolle e partite dall’interno fino ai due strati esterni. Passate nel burro e continuate la cottura con brodo vegetale. Dividete in 3 pezzi le fettine di fegato, spennellateli con il miele, passateli nel pane grattugiato e cuoceteli in poco burro e strutto. Asciugateli e spolverateli con salvia e rosmarino tritati. Fate una polenta non troppo dura e incorporatevi le cipolle brasate. Pastellate le rondelle esterne con acqua e farina. Friggete in olio caldissimo. Impiattate a strati alterni le rondelle e il fegato. Approvato!

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PISA: MERAVIGLIA RINASCIMENTALE E NON SOLO

Parlare di Pisa e suggerire cosa andare a vedere nella città durante una visita o una vacanza potrebbe sembrare quasi superfluo. In effetti rischia davvero di esserlo perché la cittadina Toscana, capoluogo dell’omonima provincia e sede della torre che è ormai diventata uno dei simboli della bellezza italiana nel mondo non ha certo bisogno di presentazioni.

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E si può pensare anche che chi vi si reca non cerchi indicazioni sui luoghi più rappresentativi della città.

In effetti la prima tappa di ogni viaggio che si rispetti a Pisa non può che essere la Pizza dei miracoli, i suoi bianchi palazzi che si stagliano sul verde acceso del prato d’erba: la cupola e la mole marmorea del battistero, il duomo di Santa Maria Assunta in cui, secondo la leggenda, Galileo Galilei ebbe la felice intuizione che lo portò  teorizzare le leggi sull’isocronismo del pendolo,  la simmetria prospettica del Camposanto monumentale e, ovviamente la Torre di Pisa, la torre pendente più famosa al mondo.

Potrebbe sembrare che un soggiorno a Pisa debba concludersi una volta compiuto il pellegrinaggio laico in uno dei luoghi più emblematici del rinascimento italiano.

In realtà la città ha molto altro da offrire.


COSA VEDERE A PISA

Borgo stretto

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Si tratta di una delle vie più frequentate della città. I portici che lo proteggono i negozi che lo affiancano sono ideali per una passeggiata nel cuore di Pisa, anche durante una giornata di pioggia. Su borgo stretto si affaccia anche il Casin dei Nobili, elegante palazzina settecentesca la cui facciata principale da su piazza Garibaldi e che, come lascia intendere il nome offriva divertimento e svago alla nobiltà pisana.

 

Cantiere della navi antiche

Pisa fu una delle repubbliche marinare e una testimonianza dell’antichità di questa vocazione navale e marinaresca è il Museo delle Navi Antiche e la curiosa storia che riguarda la sua nascita.

Nel 1998, durante gli scavi per l’edificazione di palazzo, emersero i resti di antiche navi che dimostravano l’esistenza di un importante incrocio navale dove, nei primi secoli dopo Cristo, affondarono circa 30 navi in seguito a una serie di alluvioni. L’ottimo stato di conservazione delle imbarcazioni e l’importante mole d’informazioni che sarebbe stato possibile ricavare dal loro studio trasformò l’area in un cantiere scuola che oggi è visitabile su appuntamento. Il museo è stato definitivamente aperto nel 2019.

Museo delle sinopie

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Si trova in Piazza del duomo (Piazza dei miracoli).

Le Sinopie sono i bozzetti preparatori degli affreschi e devono il loro nome a Sinope, la città sul Mar Nero da cui proveniva la terra rossa con cui venivano realizzati.

In qualche modo questo museo deve la sua esistenza a una tragedia. In seguito all’incendio del Camposanto Monumentale, provocato da un bombardamento nel 1944, la necessità di salvare gli affreschi divenuti pericolanti, mise in luce l’esistenza delle sinopie preparatorie. Inizialmente esposte nelle sale dl Camposanto, le sinopie state trasferite al museo che ne porta il nome.

Queste sono solo alcune delle particolarità che la città può offrire al visitatore che la voglia conoscere in maniera meno superficiale, ma molte altre sono in attesa di essere scoperte: la Piazza dei Cavalieri, il Palazzo Dei Medici, il Palazzo Reale che ospita il museo nazionale, i romantici lungargini su cui passeggiare, l Piazza delle Vettovaglie o l’orto botanico sono altrettante testimonianze della bellezza troppo spesso ignorata di Pisa

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COSA MANGIARE A PISA

Ribollita

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La cucina pisana risuona della saporita ricchezza dei gusti e dei sapori toscani. Regina della tavola è sicuramente la ribollita, la zuppa a base di pane raffermo e cavolo nero –oltre alle altre verdure– ormai diffusa in tutta Italia

Mucco Pisano

Il mucco pisano (o mucco nero) è una pregiata razza bovina nata dall’incrocio tra la mucca Podolica locale, la Chianina e la Bruno Alpina. Le ricette per cucinarlo possono essere diverse.

Torta co’bischeri

Si tratta di una crostata ripiena di riso, cioccolato, pinoli e frutta candita. Una delle particolarità della torta è l’utilizzo della noce moscata per aromatizzare il ripieno e dargli il sapore che lo caratterizza. I bischeri sono i “becchi “che ne guarniscono la corona.