Itinerario alla scoperta del gioiello barocco della Valle d’Itria: Martina Franca

Martina Franca si trova al centro dell’incantevole Valle d’Itria in Puglia ed è famosa per i suoi prestigiosi edifici barocchi. Il patrono della città è ovviamente San Martino, che viene celebrato sia a luglio che l’11 novembre.

LA VALLE D’ITRIA

Martina Franca è virtualmente la porta a sud della splendida Valle d’Itria, una porzione di territorio della Puglia centrale, a cavallo tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, nota per la presenza dei famosi trulli. A pochi minuti di distanza si trovano infatti la stupenda Alberobello, e poi Putignano, Locorotondo, Cisternino e Ostuni.

 

FONDAZIONE

Fondata nel X sec d.C. ha un doppio nome particolarmente caratteristico che sembra rievocare quello di un’elegante nobildonna. Il toponimo deriva dalla devozione a San Martino di Tour: il primo insediamento avvenne infatti proprio sul monte San Martino. L’aggettivo “franca”, dato in onore di una posizione di vantaggio economica e geografica, fu aggiunto da Filippo I D’Angiò nel 1310, quando riconobbe alla città diversi privilegi, ossia franchigie e demanialità perpetua. Nel corso dei secoli non sempre conservò il suo vantaggio economico e a volte scomparì l’aggettivo franca, che le venne invece definitivamente riassegnato con la cacciata dei Borbone e l’Unità d’Italia.

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COSA VEDERE

Il centro del paese spicca per il perfetto connubio tra le bianche abitazioni tipiche della Val d’Itria e l’architettura barocca, che si ritrova nelle sue chiese e palazzi signorili, sui balconi intarsiati e decorati. IMpossibile non partire dalla sua stupenda Basilica, dedicata ovviamente a San Martino, che fu costruita intorno alla metà del ‘700 e che conserva le reliquie di Santa Comasia. La progettazione dell’edificio fu elaborata da un ingegnere bergamasco residente a Martina, Giovanni Mariani, mentre la scultura monumentale dedicata al santo, uno degli elementi di maggior pregio artistico, è opera di Giuseppe Morgese e dei figli Francesco e Gaetano Morgese, originari di Ostuni, insieme a Pasquale Montanini, scultore di Francavilla Fontana. Il gruppo scultoreo è inserito all’interno di una conchiglia, elemento decorativo caratterizzante del roccocò, che a stento sembra contenere lo scalciare avvitante del cavallo, mentre San Martino con la spada taglia la clamide per donarla ad un mendicante seminudo. Subito a fianco della Basilica spicca la Piazza Maria Immacolata, nota come i Portici, un largo spazio semiellittico di stile neoclassico con una struttura semicircolare, contraddistinta da un susseguirsi di tredici arcate.

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Immancabile è anche una visita al Palazzo Ducale, edificato per volere di Petracone V.Caracciolo, a simboleggiare il potere della sua famiglia. L’edificio imponente riserva al suo interno la bellezza di 300 camere, molte delle quali straordinariamente affrescate (sale Carella). La facciata di stile barocco è divisa, orizzontalmente da una balconata, decorata da una balaustra in ferro battuto e verticalmente da lesène. Il portale è molto grande e sulla parte superiore è arricchito da decorazioni militaresche e da maschere apotropaiche (contro gli influssi malefici).

GASTRONOMIA

Non si può fare tappa a Martina Franca senza assaggiare il suo famoso capocollo, ottenuto rigorosamente da suini allevati nella Valle d’Itria. Questo salume dal sapore inconfondibile, dopo un’attenta mondatura, viene salato a secco per 10 giorni e successivamente lavato e marinato con vino cotto. Per l’affumicatura si usano scorze di fragno, mallo di mandorla ed erbe della macchia mediterranea.