Tieni a mente

  • Da non perdere una visita alla casa-museo di Gaia da Camino
  • Assaggiare alcune specialità tipiche come gli gnocchetti al sugo d'anatra, la trippa, il baccalà e la zuppa matta

Una gita romantica in questo piccolo borgo-gioiello della marca trevigiana ci riporta indietro nel tempo, nel Medioevo, attraverso un percorso storico e artistico ineguagliabile.

La bellezza di Portobuffolè è tale che dal 2001 il più piccolo comune trevigiano ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano che testimonia la qualità turistico-ambientale del luogo e dell’offerta ricettiva.

La sua essenza medievale, rimasta quasi miracolosamente intatta, ha contribuito a far rientrare Portobuffolè nel “Club dei Borghi più belli d’Italia”.

Si trova su un’ansa del fiume Livenza, al confine con il Friuli Venezia Giulia.

Le sue origini risalgono al terzo secolo a.C. e il suo nome era Septimum de Liquentia perché distava 7 miglia da Opitergium, l’attuale Oderzo. Verso il 1000 d.C. iniziò ad apparire il nome Portus Bovoledi o Bufoledi: il toponimo è legato molto probabilmente al suo essere circondato da un canale che offriva uno sbocco direttamente sul fiume e quindi una via di accesso al mare. Il canale infatti veniva chiamato “bova” mentre le “bufaline” erano le tipiche imbarcazioni che venivano utilizzate per trasportare le merci dal paese fino alla foce del Livenza.

L’apice del suo splendore fu raggiunto nel 1300, in particolare quando il paese passò sotto la guida della discussa quanto affascinante Gaia da Camino come lascito del marito Tolberto. Gaia, figlia di Gherardo, signore di Treviso, era una donna colta e intelligente, citata anche da Dante nella Divina Commedia.

Portobuffolè ebbe poi una storia travagliata fino al passaggio sotto il dominio della Repubblica di Venezia, durante il quale divenne un importante porto fluviale, un centro commerciale e culturale di rilevanza e ottenne il titolo di Città, lo stemma gentilizio ed un potestà.

Il suo declino iniziò alla fine del 1700 quando il paese passò prima sotto il dominio francese e poi austriaco.

Cosa vedere

Portobuffolè offre scorci e angoli davvero suggestivi. La sua bellezza fa si che molto spesso esso venga scelto come location per la celebrazione di matrimoni.

Per visitare Portobuffolè si entra nel borgo attraversando la Porta Trevisana e arrivando così all’elegante Piazza Beccaro sulla quale si affacciano palazzi riccamente affrescati.

Portobuffolè

Merita una visita la non distante casa-museo di Gaia da Camino, una splendida dimora del Trecento dove si possono ammirare affreschi del XIV secolo raffiguranti personaggi e ambienti dell’epoca.

La Torre Comunale, risalente al X secolo, è l’ultima torre rimasta delle sette che facevano parte della struttura del castello. È alta 28 metri e sull’orologio si può vedere il buco dal quale venivano calati i carcerati nella prigione sottostante.

Altri edifici da raggiungere durante la visita di Portobuffolè sono la Dogana, il Monte di Pietà (sopra la cui Porta si può osservare uno dei pochi “leon in moeca”, un leone veneziano dall’aspetto terrificante rappresentato in tempo di guerra), la Casa comunale con la sua Loggia, e il Duomo, in principio sinagoga ebraica e divenuta edificio di culto cristiano a metà del 1500. Al suo interno è possibile ammirare un crocefisso ligneo del ‘400 di scuola tedesca e uno splendido organo della casa Callido di Venezia con 472 canne di zinco e stagno.

Si prosegue poi fino ad arrivare alla Porta Friuli e all’omonimo ponte in pietra con due grandi arcate sotto le quali un tempo scorreva il fiume Livenza.

Manifestazioni ed Eventi

Da non perdere la classica rievocazione storica “Portobuffolè, XIII secolo” che si tiene durante l’ultimo sabato di maggio: oltre trecento figuranti portano indietro le lancette del tempo facendo rivivere lo splendore della città durante il periodo medievale.

Portobuffolè fa anche parte dell’itinerario “Strade dei Vini del Piave”, un percorso che si addentra nella zona est della marca trevigiana, nelle aree adiacenti al fiume Piave, rinomata per la produzione di eccellenti vini come il cabernet, il merlot, il pinot, il raboso, il verduzzo.

Portobuffolè si può visitare anche nell’ambito di “Scivolando sull’acqua”, un percorso per far conoscere la bellezza del Livenza: a piedi, in bici, in barca o addirittura in mongolfiera, tante sono le possibilità per attraversare l’incantevole borgo di Portobuffolè.