Natura e arte forgiano Ancona, antica città che non smette di guardare al futuro. Scopriamola assieme.

Una storia antica, lunga 2400 anni

“La città di Ancona è di origine ellenica, e la fondarono i Siracusani che fuggivano la tirannia di Dionigi. Sta sopra un promontorio che volgendosi a settentrione ne forma il porto; ed è molto abbondevole di vino e di frumento”, scriveva il geografo e storico greco Strabone, a cavallo tra I secolo a.C. e I secolo d.C..

Una derivazione antica di matrice ellenica che si rintraccia agevolmente anche nel nome, diretta traduzione del greco Ἀγκών, pronuncia Ankón, che significa “gomito”, accostamento che scaturisce naturale se si pensa alla forma del promontorio anconetano visto nel suo adagiarsi sul mare.

 

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Natura spettacolare, il verde che si intreccia all’azzurro

La città, capoluogo della Regione Marche, ne è anche il centro urbano maggiore, con una popolazione insediata entro i confini comunali pari a 100.000 persone circa e un’area metropolitana che arriva a comprenderne suppergiù 350.000.

A livello di collocazione geografica, Ancona sorge su un incantevole tratto della costa dell’Adriatico centrale, su di un promontorio che risulta una dipartizione del massiccio monte Conero e che nel suo piegarsi ad ansa nel mare va a formare quello che ha preso il nome di Golfo di Ancona. In termini di clima, la realtà anconetana risulta una fortunata commistione di caratteri continentali e mediterranei, con calure estive stemperate, freddi invernali mitigati e una piovosità media, che rende campi e coltivazioni rigogliosi, così come notato già da Strabone.

Località particolarmente suggestiva sia dal punto di vista naturalistico che da quello storico-artistico è poi senza dubbio Portonovo, contrada della frazione del Poggio di Ancona, un frammento di città affacciato sull’Adriatico che rientra interamente nel Parco regionale del Conero. Elemento che attrae ogni anno centinaia di migliaia di visitatori è sicuramente la stringente sinergia di montagna e mare: la rupe del Conero protegge l’abitato da tergo, con una parete di 400 metri, l’azzurro dell’Adriatico lo cinge di fronte, e tutt’intorno boschi montani discendono dai declivi ad accarezzare il litorale ghiaioso, fin quasi a raggiungere l’acqua.

 

Ancona Conero
Arte, cultura, storia: un patromonio tutto da scoprire

Se a Portonovo spiccano poi gli splendidi monumenti della Chiesa di Santa Maria di Portonovo, elogiata anche nel XXI Canto del Paradiso dantesco, la Torre di Guardia e il Fortino Napoleonico, l’edificio storico artistico probabilmente più celebre della zona è la Cattedrale di San Ciriaco, patrono di Ancona.

Anche in questo caso, come per il clima continentale-mediterraneo e per la geografia fondata sul dialogo mare-montagna, si può riconoscere una struttura sinergica tra due elementi: lo stile architettonico del Duomo di Ancona si mostra infatti come un magnifico esempio di fusione tra ispirazione romanica e bizantina, la cui fondazione risale al 996 d.C e il cui termine si attesta nel 1017 d.C..

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Eretto nella scenografica posizione della sommità del colle Guasco, ove un tempo sorgeva l’Acropoli dorica a dominio della città, fu ben descritto dal grande letterato di inizio Novecento Dino Garrone, che tanto amò il capoluogo marchigiano: “Per le strade non si cammina; ci si arrampica. Sono scale di corda e sartiami, sinché, è inutile, vi ritroverete sul piazzale di San Ciriaco come sulla coffa dell’albero più alto”.