“You and me, were meant to be,
Walking free, in harmony,
One fine day, we’ll fly away,
Don’t you know that Rome wasn’t built in a day,
Hey hey hey”

 

Un proverbio, quello riguardante la Città Eterna, intorno a cui ruota l’orecchiabilissimo singolo dei Morcheeba, pubblicato nel 2000 e intitolato appunto “Rome wasn’t built in a day”, ma che a ben vedere affonda le proprie radici molti secoli prima. La prima testimonianza risale infatti al XII secolo, e consiste nell’esternazione di un chierico alla corte del Conte delle Fiandre Filippo d’Alsazia che, ammonendo il suo interlocutore a non avere fretta nel dedicare ad un progetto di valore tutto il tempo che merita, disse: “Roma ne fu pas faite toute en un jour”.

 

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La Roma Antica

 

Un modo di dire che senz’altro risulta estremamente condivisibile, ma al quale è possibile affiancare un seguito altrettanto valido: un capolavoro come Roma non è stato eretto in un giorno, ma nell’arco di una sola giornata si può certamente compiere un tour che tocchi alcuni dei luoghi più significativi della città, depositari di una parte affascinante della sua essenza.

 

Partendo da Via dei Fori Imperiali, uno dei luoghi più insigni della latinità, grazie al suo susseguirsi di portentosi resti architettonici che si affiancano da oltre 2.000 anni in quel prezioso angolo della città, si può ammirare il Foro Romano, ricco di insigni templi ed antichi edifici governativi, e arrivare agevolmente al Colosseo, probabilmente la più celebre icona di Roma.

 

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Verso la Roma rinascimentale

 

Dall’anfiteatro capolavoro della dinastia Flavia, datato circa 80 d.C., si prosegue avanti lungo il percorso così come nei secoli, e si approda ad un’altra gemma della capitale, ovvero il monumentale Arco di Costantino, e da qui, dopo appena una manciata di minuti a piedi, si può raggiungere la sfolgorante Basilica di San Pietro in Vincoli, eretta nel V secolo d.C., e ospitante uno dei massimi capolavori dell’arte scultorea rinascimentale, ovvero il Mosè di Michelangelo.

 

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Un itinerario di un giorno di alto profilo non dovrebbe poi prescindere da una visita accurata al Quartiere Monti, a Via dei Serpenti e a Via Nazionale, per poi godersi un paio d’ore piene al Palazzo delle Esposizioni e alla Galleria d’Arte Moderna. Dulcis in fundo: la chiesa della Santissima Trinità dei Monti, autentica opera d’arte il cuneo in stile gotico, eretto nel 1519, è stato poi affiancato da un nuovo corpo di fabbrica in pieno afflato rinascimentale, una vera bellezza rara con due campanili integrati alla facciata progettata dagli architetti Giacomo della Porta e Carlo Maderno a metà del XVI secolo.

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