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Piacenza, the main square
, Piacenza - di Travel Blogger MyItaly

Piacenza: “terra degna e di passo”

La Lombardia muore a Piacenza, e ad essa subentra l’Emilia; ma, pure appartenendo alla regione emiliana, Piacenza è ancora una città lombarda”.

Con queste parole Guido Piovene descriveva la città di Piacenza, capoluogo dell’omonima provincia emiliano-romagnola, sottolineandone la posizione di confine con la Lombardia, alla quale è collegata da 4 ponti che attraversano il Po.

Leonardo da Vinci invece nel Codice Atlantico la definiva “terra degna e di passo”, evidenziando l’importanza della sua posizione lungo la via Francigena.

Piazza cavalli Piacenza

Proprio per queste ragioni Piacenza è da sempre al centro delle principali vicende che hanno segnato la storia italiana. Papi, scrittori, principi e viandanti hanno animato le vie di quella che fu prima colonia romana, poi ducato longobardo, e successivamente capitale del ducato di Parma e Piacenza, sotto la famiglia Farnese, prima di essere conquistata da Napoleone, dagli Asburgo ed essere finalmente integrata al Regno di Sardegna nel 1848.

 

Cosa vedere a Piacenza

Ognuna di queste fasi ha contribuito definire la bellezza della città e la ricchezza di un patrimonio artistico e culturale che fino al 2018 le ha permesso di far parte a pieno titolodel circuito di città d’arte della Pianura Padana, oggi sciolto.

 

È difficile ridurre a poche righe la varietà di palazzi, musei, opere da vedere in città, ma alcuni luoghi e opere sono veramente imperdibili.

 

Basilica di Santa Maria di Campagna

Prima tra tutte è la meravigliosa cupola della basilica di Santa Maria di Campagna affrescata dal Pordenone. La chiesa, costruita a partire dal 1522 è uno splendido esempio di arte rinascimentale e ospita al suo interno un importante ciclo pittorico manierista del Pordenone.

cupola Santa Maria di Campagna Piacenza

 

Duomo di Piacenza

Ma altrettanto bello è anche il duomo della città, la cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina. In questo caso si tratta di un edificio romanico risalente all’XI-XII secolo, decorata da importanti affreschi tra cui le meravigliose opere del Guercino che impreziosiscono la cupola.

 

Le architetture religiose non sono le uniche capaci di testimoniare la molteplicità di storie sulle quali si è edificata Piacenza.

 

Il “Gotico”

Il gotico, Piacenza

Il Gotico, ovvero il palazzo comunale è uno dei simboli più noti della città. Dal 1281 le rosse merlature ghibelline sovrastano la piazza Cavalli, cuore pulsante di Piacenza, mentre il bianco e marmoreo portico ad archi acuti ospita l’affaccendarsi degli abitanti.

 

Palazzo Farnese

Palazzo Farnese Piacenza

Palazzo Farnese, risalente al XVI secolo, è un’altra tappa alla quale il viaggiatore curioso non può rinunciare. Oggi l’edificio che nel corso dei secoli ricoprì diverse funzioni (cittadella, fortezza militare, palazzo di rappresentanza), ospita i musei civici della città.

Legato indissolubilmente alla storia dei Farnese, l’edificio è uno dei principali luoghi d’interesse della città e percorrerne le sue sale significa perdersi nei meandri della storia di Piacenza e d’Italia.

 

Itinerari

Piacenza ha moltissimo da offrire a chi la voglia conoscere, tanto che è possibile definire vari tipi d’itinerario per visitarla.

C’è la Piacenza medievale, il cui ricordo rivive in diverse chiese oltre che nel palazzo comunale.

La Piacenza rinascimentale definisce un percorso alla scoperta delle opere di grandi artisti quali Raffaello e il Vignola, e c’è anche la Piacenza musicale, in scena sul palco dell’elegante e raffinato Teatro municipale nei luoghi del Piacenza Jazz Club, importante festival di Jazz che dal 2003 ha trasformato la città in un punto di riferimento per gli appassionati del genere e per chi voglia respirare l’atmosfera vivace e creativa che anima il capoluogo emiliano in quei giorni.

Teatro Piacenza 800x600

Ma esiste anche una Piacenza letteraria: è quella descritta da Piovene o citata da Guarsechi, che ben ha saputo cantare la vita di un altro Paese della Pianura Padana affacciato sul Po, Brescello, e che scrive: “dunque il Po comincia a Piacenza, e fa benissimo”.

Ed è anche quella del manoscritto Landiano (conosciuto anche come codice beccario), ovvero il più antico codice esistente della Divina Commedia, conservato alla biblioteca Passeri-Landini

 

Sono davvero molti i modi in cui Piacenza sa affascinare il viaggiatore e trasportarlo in un viaggio alla scoperta dei suoi mille volti. L’unico modo per scoprirli è visitarla!