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Sicilia

Sicilia, l’isola del sole e della fertilità

“Allora incontro ti verran le belle / spiagge della Trinacria isola, dove / pasce il gregge del Sol, pasce l’armento.”

Come ci dimostra qui Omero nell’Odissea, la fama dell’incredibile Sicilia ha origine assai antiche. Gli antichi Greci la scoprirono già nel lontano VIII secolo a.C., colonizzandone le coste orientali. La chiamarono “Sikélia”, la terra della fertilità, e chiamarono “Sikelioi”, i “Falciatori”, i suoi abitanti nativi. Per la sua forma triangolare, la chiamarono anche “Trinacria”, “Terra delle tre punte”: a oggi il Val di Mazara, il Val di Noto e il Val di Messina.

Dato che in Sicilia l’inverno non arriva mai per davvero, ritennero questa terra cara a Elio, dio del Sole, che qui pascolava i suoi bianchi armenti. Solo una terra fertile come questa, adatta a tutti i tipi di coltivazione poteva infatti nutrire degli animali tanto splendidi.

Le meraviglie della Sicilia, da dove possiamo cominciare a parlarne? Dalla storia, forse. Tra Sicilioti e Sicani,Greci, Cartaginesi e poi i Romani, Vandali eBizantini, ArabiNormanni, SveviAngioini, Aragonesi, Asburgo e Borbone, la storia della Sicilia è ricchissima di eventi e dominazioni diverse. E ognuna di queste ha lasciato la sua impronta monumentale.

Infatti, sono ben sette i Patrimoni dell’Umanità Unesco riconosciuti in Sicilia: le greche rovine di Siracusa, con Ortigia e Pantalica, e dellaValle dei Templi di Agrigento, la romana Villa del Casale a Piazza Armerina, i monumenti e i giardini Arabi e Normanni di Palermo, con MonrealeCefalù, le città tardo-barocche del Val di Noto (Catania, Ragusa, Modica, Caltagirone, Noto, Scicli, Militello e Palazzolo Acreide).
A questi si aggiungono dei “monumenti naturali”, come l’Etna, il vulcano più grande d’Europa, e le splendide Isole Eolie.

Eppure, limitarsi ai siti Unesco della Sicilia è troppo poco rispetto a una strepitosa quantità e qualità di paesaggi naturali e centri storici, disseminati su tutto il territorio. Come non citare, infatti, gli splendidi litorali dell’isola, perfetti per fare il bagno da marzo a ottobre inoltrato! Oppure le meraviglie delle isole di Pantelleria e Lampedusa, le tonnare delle Egadi, le boscose vette dei Nebrodi o delle Madonie !

Possiamo dimenticare le rovine puniche di Mozia e Lilibeo o quelle greche di Segesta e di Selinunte? E il teatro e i panorami di Taormina, amati da letterati e artisti come D.H. Lawrence e Truman Capote? Parliamo di cibo, va’!

La cucina siciliana è una delle più gustose di tutt’Italia, ricca di sapori e di ricette. Dalla Sicilia vengono gli arancini di riso, la caponata, la pasta con le sarde, i cannoli e le cassate. I pistacchi di Bronte, i famosi agrumi di Sicilia, lo zibibbo e il passito, sono tutte primizie di questa terra.

Per farla breve, un buon motivo per visitare la Sicilia lo dà Goethe, per cui: “l’Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto.”